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Peter Pan era davvero l’eroe della storia?

No, non lo era affatto.
J. M. Barrie suo creatore infatti non aveva pensato ad un cattivo per la sua storia.
Peter Pan doveva essere sia bene che male.
Peter Pan è figlio di una madre sbagliata, che gli sbatte la finestra in faccia. Tuttavia il suo bisogno affettivo deve essere colmato.
Essendo rifiutato e non amato nella prima infanzia, sembra doverla far pagare agli altri per questo motivo.

La sua personalità è presuntuosa, egocentrica ed egoriferita. E’ una creatura affascinante e attraente. Wendy stessa si strugge per lui. E’ il leader dei Bimbi Sperduti.
Tutti lo ammirano.
Tutti vorrebbero essere lui. E lo sa.

La sua vita è una finzione.
Ma sotto quella tragedia che è la sua esistenza, fatta di paradossi, Peter Pan ha una insensibilità allarmante.
Non solo per quanto riguarda i sentimenti di Wendy. Che calpesta, pretendendo una relazione a senso unico, dove lei è l’unica a dare.

Ma anche per quanto riguarda cose con un peso maggiore. Non si fa scrupoli a tiranneggiare i bimbi sperduti, né ad uccidere a sangue freddo i pirati. Non ha una vera e propria coscienza, Barrie gioca molto con la sua consapevolezza e con la sua inconsapevolezza.
Sul fatto che a volte scelga di ignorare il bene e il male. A volte scelga di ignorare la conoscenza del bene e del male.

Allora sorge la domanda spontanea.
Era davvero l’eroe della storia?
Barrie pensava di no. Inserì Uncino solo in un secondo momento e solo per equilibrare la storia. Inserendo l’antitesi di Peter Pan la storia dava delle ragioni a Peter maggiori.
Ma di fatto le azioni compiute da entrambi sono autoritarie e crudeli.
Solo che uno dei due è un adulto che ha paura di morire, mentre l’altro è un bambino che ha paura di crescere e morire.
Ma non sono poi così diversi. Per il resto. Semplicemente nell’ottica di Barrie il pirata che è un gentiluomo preoccupato solo per le buone maniere, è molto più ridicolo.
Peter Pan è più dignitoso, più ammirabile e maestoso. Uncino muore gridando il motto del suo college.
Peter Pan vive perdendo memoria e affetti. Diventando sempre più demone, e non bambino.

34 risposte a “Peter Pan era davvero l’eroe della storia?”

  1. Ho ritrovato un po’ la stessa logica di Gianburrasca, ovvero come le persone “adulte” vedono e stereotipizzano infanzia e adolescenza. Infatti in entrambi i libri vediamo due personaggi, maschi, chiaramente schizofrenici e psicopatici, inconsapevoli del male che compiono. Ma non c’è biasimo nei racconti, perché alla fine era così (e ancora oggi non è tanto cambiato) che venivano percepiti i bambini.

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    1. Comunque Peter Pan non viene mai giudicato per questo. Barrie è dalla sua parte. Critica di più la società adulta vera nemica della storia.

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      1. Infatti per questo non vedo Peter Pan come pericoloso, a differenza di Gianburrasca.

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      2. Mi sa ne avevamo già parlato, ma non mi è mai piaciuto particolarmente Gianburrasca.

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  2. Peter Pan è l’emblema della fuga, vive in un mondo immaginato distaccato dalla realtà, l’isola che non c’è… tra le nuvole.

    Mmm… Deja Vu… 😀

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    1. A chi ti riferisci di preciso?

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      1. A me 😀 😀 😀

        Ma credo che in molti – uomini specialmente – ci si riconoscano.
        I personaggi delle storie vivono in noi o forse noi siamo i personaggi delle storie.

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      2. Si credo abbia anticipato e riassunto di molto la psicologia maschile di questo secolo.

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  3. A me è sempre stato antipatico Peter Pan.

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    1. Io lo adoro, proprio per la sua ambiguità

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  4. Classico eterno adolescente. Come dici tu, ha anticipato il prototipo maschile dei nostri tempi

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    1. Non sai quanti Peter Pan ho conosciuto.

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  5. Peter Pan a mio avviso è sempre stato più un antieroe, anche da piccolo non l’ho mai visto sotto un’ottica positiva proprio per il modo in cui trattava gli altri. Sicuramente è una delle figure più interessanti a livello letterario proprio per questa sua natura così particolare e per il fatto che non rappresenti il bene o il male, ma qualcosa di anarchico.

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    1. Sicuramente è una forza anarchica. La disney ovviamente edulcorò molto la storia perché quella originale era davvero triste. Rese anche Peter Pan più folletto, meno affascinante. Non rese così importante la storia con Wendy. Per questo forse la cosa più memorabile di quel film è Trilli.

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      1. Trilli era un personaggio meraviglioso nell’opera Disney. La Disney e Walt stesso riuscivano ad analizzare bene le opere che addocchiavano, cercando poi di renderle più appetibili per il grande pubblico. Ci sono degli elementi della storia originale che sono rimasti, ma non tantissimi.

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      2. Trilli è riuscitissima, il suo design è diventato iconico e non a caso, ruba proprio la scena. Lo stesso non si può dire del design di Peter Pan.

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      3. Questo è vero. Certamente Trilli è entrata nella storia per delle ottime ragioni così come altri personaggi della Disney proprio per design e personalità.

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      4. Di così riuscita penso solo Malefica e Biancaneve , insieme alla Regina Cattiva che è una dea in ogni forma

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      5. Biancaneve e Grimilde hanno dei design talmente iconici che è impossibile non pensare a loro. Sono semplicemente perfette (del resto Biancaneve possiamo definirlo come un vero e proprio capolavoro dell’animazione).

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      6. Si, ogni volta che ci ripenso mi dico “mamma mia che capolavoro”

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      7. Anche perché, oggettivamente parlando, le animazioni più belle appartengono proprio al Periodo d’oro, ossia da Biancaneve fino a Bambi. Neanche il Rinascimento aveva delle animazioni così minuziose e curare fino allo sfinimento.

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      8. Ma se pensi anche alla Bella Addormentata, quel film era arte in movimento.

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      9. Sicuramente, ma neanche quello riesce a raggiungere i livelli di cura dei film del Periodo d’oro. Questa cosa fa impressione, soprattutto se si pensa al periodo in cui sono usciti.

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      10. Adesso escono i dettagli dei film Pixar, e sembrano sensazionali ma sono niente in confronto.

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      11. Sono pochissimi i film che possono competere con quelli del Periodo d’oro della Disney, veramente rari. Walt Disney non era un santo, ma era veramente ambizioso come pochi.

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      12. Aveva una visione chiara,la Disney di adesso sa solo che vuole i soldi

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      13. Ironicamente questo è il periodo più prolifico per la Disney ma anche quello più scialbo e vuoto in termini artistici.

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      14. Più che altro si vede che fanno i film in vitro. Non c’è una testa pensante che vuole una precisa cosa.

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      15. No, ormai vanno sulle cose semplici ma che non hanno una vera e propria organizzazione. Di tanto in tanto capita qualcosa di buono, ma sta diventando tremendamente raro.

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      16. Per me l’ultimo grande film disney è stato Zootropolis

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      17. Concordo assolutamente. Il miglior film in digitale che hanno fatto a mio avviso.

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      18. Si, io ci metto anche Rapunzel

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      19. Anch’io. Lo metto in seconda posizione.

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