Tutti i danni che ha fatto Alessandro Manzoni

Torno ancora una volta a parlare del padre del romanzo italiano. Con cui ho questo rapporto di amore e odio che va avanti dai tempi del liceo, se non addirittura da prima.
In realtà dei “Promessi Sposi” io ho conosciuto prima le parodie che l’effettiva versione reale. Per capirci, la versione a fumetti di Topolino è stato il mio primo approccio.

Gentilmente offerta dal Corriere della Sera.
Indubbiamente la grandezza di Manzoni sta nel resto anche nel fatto che ha creato un canone. Nel bene. E nel male.
Ora.
Una grande massima della poetica di Manzoni è che un’opera letteraria deve avere il vero per soggetto, l’utile per scopo e l’interessante per mezzo.

Questo canone è il canone che ha portato al ristagno culturale e filosofico della nostra letteratura. Che è bloccata nei soliti noiosi schemi. Che prende sul serio un certo tipo di romanzo.

Manzoni scrive il primo grande romanzo in italiano. Sa quello che sta facendo. Lavora metà della sua vita a quel romanzo. Sa di essere un genio. Sa di stabilire dei canoni. E lo fa da figlio del suo mondo, creando come già detto una morale davvero soverchiante, personaggi femminili scritti con profonda misoginia e un pessimismo di fondo davvero sconcertante.
Ma la cosa peggiore è che ancora oggi guardiamo a Manzoni come il modello del romanzo.

In Italia infatti un romanzo se non è verosimile, non è serio. Un romanzo se non è utile, non è importante. Se non racconta una storia interessante nel senso di vera perché potrebbe fare scalpore sui giornali, non vale la pena di essere letto. Così facendo si è persa diversità. In Italia ormai si pubblica solo di commissari e altri commissari, di epopee storiche, di fatti di cronaca.
Apriti cielo se cerchi un personaggio femminile diverso dalla moglie o dalla strega.
Elena Ferrante è stata la prima a scrivere la voce di donna con onestà, e per questo ha ottenuto tanti consensi. Perché è andata a compensare un vuoto. Scrivendo anche in maniera più moderna, senza quelle descrizioni tanto odiose.
Per questo dico che Manzoni ha fatto dei danni. E’ stato la pietra d’angolo che ha costruito la casa.
Il frutto della nostra società certo.
Ma gli idealisti come me pensano che una forma di romanzo diversa sia possibile.
Non deve trattarsi per forza di letteratura di genere. Però di qualcosa che non sia né perfetto né solenne.

Insomma qualcosa che porti a cestinare una volta per tutte Manzoni.

Che ormai ha fatto il suo tempo.

44 risposte a “Tutti i danni che ha fatto Alessandro Manzoni”

  1. Regalavano anche delle strip negli anni 50 con la magnesia Sanpellegrino. Dubito aiutassero la digestione.

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      1. Negli anni 50, con la magnesia, regalavano i classici a fumetti, pure c’erano i Promessi Sposi.
        https://www.edizioniconoscenza.it/prodotto/i-promessi-sposi-da-a-manzoni/

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        1. Aaaaaaa eh mi dispiace non conoscevo

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  2. E’ sempre la solita storia: la nostra nazione è schiava di una cultura classica che, per quanto importantissima, spesso è un peso enorme che difficilmente riusciamo a scrollarci di dosso. Nei paesi anglosassoni invece il loro retroterra viene dalla gente comune e dalle storie della tradizione popolare, le quali, non avendo un input legato a certi stilemi ritenuti imprescindibili, hanno potuto divagare senza troppi condizionamenti. Poi, in riguardo alla misoginia c’è una bellissima frase della canadese Alice Munro, la quale dice: “…quando un uomo esce da una stanza, si lascia alle spalle tutto quel che c’è dentro; una donna, invece, si porta appresso tutto quel che c’è avvenuto…”

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    1. Ma credo che il problema più che di cultura classica sia di un certo modo di concepire la letteratura del mondo borghese.

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  3. Un aneddoto riportato da Paolo Nori:
    “una volta che lo scrittore Gianni Celati, che abitava in Inghilterra, è tornato in Italia e è andato a visitare una biblioteca, e il bibliotecario gli presentava le novità letterarie, gli ultimi romanzi che erano usciti, indicava un libro e diceva «Questo è un romanzo sul problema del disagio dei giovani», poi ne indicava un altro e diceva «Questo è un romanzo sul problema della famiglia», poi ne indicava un altro e diceva «Questo è un romanzo sul problema della donna», poi un altro e diceva «Questo è un romanzo sui problemi della devianza e della tossicodipendenza» e a Celati gli era venuto da chiedere «E romanzi senza problemi non ne avete?».”

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    1. Un po’ il concetto è quello, se non parli di problemi sociali, di criminalità, di drammi.

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  4. Ormai Manzoni si legge solo a scuola (forse)
    Si pubblica ormai di tutto. Personalmente i commissari piacciono.

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    1. Il problema non è che piacciano i commissari, gli ospedali e i drammi giudiziari, ma che la narrativa popolare (compresi gli sceneggiati TV) che trova eco parli solo di questo.
      Se, per dire, metti un tocco di fantastico in una storia, in Italia, sei considerato automaticamente una persona che scrive per l’infanzia.
      È un brutto pregiudizio di certa critica parruccona

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      1. Io non seguo la critica anzi credo di aver detto peste e corna su questa categoria inutile.
        Detto questo il fantasy continua a non piacermi.
        Credo comunque la cosa valga anche per molti generi tipo alcuni che adoro tipo quello umoristico. Guareschi Achille Campanile tanto per fare un esempio erano e rimangono fenomenali.
        Il commissario Montalbano nei primi libri è straordinario.

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        1. Ma io non critico i tuoi gusti, critico il fatto che un’opera per essere presa sul serio debba per forza essere realistica.

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          1. Non era una critica nei tuoi confronti.Sono contro i critici.
            Dico se i lettori mi seguono chi se ne frega della critica, per quale motivo devo volere il loro consenso? Guareschi ha venduto in tutto il mondo oltre 20 milioni di copie.
            Io so di scrivere alla mia maniera, una volta un critico ( vero) mi ha fatto tanti complimenti, io gli ho risposto abbastanza male ” e’ la prima volta che mi capita che qualcuno si offenda per dei complimenti ” mi ha risposto.

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            1. Sulla critica credo ci si potrebbe aprire un mega dibattito che non finisce più. La critica ha un ruolo importante. Anche se ora come ora dipende tutto dall’impostazione di base, se è una critica che accetta la letteratura pop oppure una che invece si ritira nell’iperuranio.

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        2. Sì, anche il genere umoristico subisce lo stesso tipo di pregiudizio (forse un po’ meno del fantastico, ma non si può negare che l’idea che certi hanno di arte elevata riguardi solo drammi e tragedie).

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      2. E’ proprio quella la critica che faccio

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    2. Mamma mia i commissari mi hanno davvero stancata, ovunque ti giri ce ne è uno

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  5. Concordompienamente con te. Il Manson8 rimarrà un grande ed è giusto così, ma oggi come oggi tutto si è evoluto ed è giusto che anche la letteratura lo faccia senza rimanere attaccata come l’edera ai soliti cliché si rischia soltanto la banalità.

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    1. La grande questione italiana, il passato che è troppo grande e che ci trascina sempre a fondo con sè.

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  6. E se vogliamo dirla tutta, Manzoni con il suo anone ha praticamente impedito lo sviluppo del fantasy italiano… Per lo meno, se ci si fermava a Dante qualcosa si poteva ancora fare…

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    1. Non so perché sei finito di nuovo sugli spam. Comunque anche con Ariosto ancora si poteva fare qualcosa.

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  7. Certe parti del Manzoni sono da gustare per come descrive, poi altre non le sopporti. Ovvio oggi si scrive con molta più semplicità, però il valore della scrittura si è perso. Nasce un filone e tutti dietro, i gialli mi van bene ogni tanto ma un romanzo non deve avere genere: è una storia se ti coinvolge è bello, altrimenti chiudi! Ma tutti fan finta di scrivere e vanno in tv chi può!

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    1. Io non ne posso più dei gialli e degli uomini della provvidenza che risolvono il caso

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  8. Io paragono Manzoni ai moderni veristi, per il modo in cui descrive personaggi ed ambientazioni. Ed a me il “verismo” non è mai piaciuto.

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    1. A me il verismo, so che è un po’ un paradosso, invece piace molto, però credo che come manzoni, abbia fatto il suo tempo

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  9. Nooo, che ricordi i “Promessi Sposi” in fumetto, 😊! Io questa collana di classici a fumetti ce l’avevo completa e mi piaceva molto leggerla e rileggerla, 😀. “I Promessi Sposi” di Manzoni, invece, non li ho ancora letti al giorno d’oggi e chissà mai se li leggerò, 😁.

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    1. Nemmeno a scuola? Eppure sono d’obbligo…

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      1. No, fortunatamente quando andavo a scuola, tanti anni fa, ho sempre trovato prof che incentivavano noi studenti alla lettura ma senza mai forzarci su dei titoli. Eravamo molto liberi di scegliere di leggere quello che più ci piaceva, 🙂. L’unica cosa obbligatoria era fare un riassunto del libro con le nostre opinioni, 🙂.

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        1. Mi sembra più giusto così, obbligare i ragazzi a leggere è qualcosa che li allontana e basta dalla letteratura.

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          1. La penso esattamente come te, 🙂👍: non c’è cosa peggiore di far odiare la lettura che l’imposizione di letture obbligatorie. Purtroppo non tutti i prof sono così e gli studenti finiscono per odiare un hobby così bello come la lettura… e purtroppo i risultati si vedono: in Italia le persone che non leggono sono di gran lunga superiori a quelle che leggono, 😔.

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            1. Secondo me si può suggerire ai ragazzi cosa leggere, ma bisogna farli iniziare con letture accessibili, il primo libro che mi assegnarono alle superiori fu Papa Goriot di Balzac. Non la definirei una lettura accessibile.

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  10. parlando di parodie e rivisitazioni, conoscevi sto libro?

    I promessi morsi

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        1. letto di cosa si tratta, ha tutta la mia attenzione

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  11. Che poi, vogliamo dirlo?, le cose più interessanti e piacevoli in Italia le hanno scritte gli autori di genere, da Salgari fino a Scerbanenko. Ammaniti è diventato intollerabile quando ha abbandonato il gustoso stile macabro dei Cannibali ed ha voluto farsi scrittore “serio”.

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    1. Ammaniti per me è sempre stato intollerabile.

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      1. Ha scritto dei racconti pulp molto interessanti.

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        1. Può darsi ma non mi piace proprio.

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    2. Comunque non sai quanto apprezzo questo commento.

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  12. Come sai, a me piace molto Manzoni e il suo romanzo, ma leggo di tutto. Non vedo perché un’opera debba piacere od essere valida solo se vera. Credo sia importante ragionare con la propria testa e scegliere liberamente ciò che ci piace.

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