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Non mi è piaciuto il Pinocchio di Del Toro

Pinocchio, il film di Guillermo del Toro al cinema dal 4 dicembre. Il  trailer | Sky TG24

La cosa che mi fa più arrabbiare di questo Pinocchio è che è un film valido. Non come quello di Robert Zemeckis che era un insulto, indipendentemente dall’attinenza al romanzo.
Questo è un film che ha una sua dignità.

Devo anche dire che a me non piace proprio la poetica di Del Toro, il suo cinema, la sua idea di cinema. Gli dico bravo ogni volta ma non mi piace mai.
Non mi piace come il mio amatissimo Alfonso Cuaron.

L’errore secondo me è stato che Del Toro ha letto il libro e ha scelto di derivare la sua storia dal film Disney, anche decostruendo quel capolavoro che distruggeva il testo di partenza.

Eredita i difetti del classico Disney e lo piega alla filosofia di Del Toro. Prende i personaggi di Pinocchio e fa la storia di Del Toro. Ce l’appiccica sopra, non interpreta.
So che sembro una rompiscatole sull’attinenza col testo originale. E lo sono. Ma secondo me uno che non è italiano non lo capisce Pinocchio fino in fondo, c’è poco da fare.
Il grandissimo Luigi Comencini interpretava quel testo e faceva la sua storia con l’imbattuto, insuperato, insuperabile sceneggiato televisivo.

Comencini credo sia l’unico ad oggi che ha restituito il PROTAGONISTA di Pinocchio della storia fedele all’originale. Un modello adorabile e assolutamente asistematico che fugge sempre, che non fa mai quello che gli viene detto.
Era tanto difficile?
Ma perché al cinema Pinocchio deve sempre diventare un deficiente in balia degli eventi?

Basta vittimizzare Pinocchio non è la vittima della storia.

Anzi.

Poi non ho capito che senso avesse infilarci l’Italia fascista sullo sfondo, che ai fini della storia non c’entrava molto. E’ un cerchio, il centro era la storia di Pinocchio e Geppetto. La parte centrale del film poteva essere tagliata di mezz’ora tranquillamente. Vabbè lo sapete che io torno a consigliare il breve e bello Pinocchio di Enzo d’Alò quando si tratta d’animazione. Perché non è andato a inserire un villain in Pinocchio. L’ostacolo a Pinocchio è Pinocchio stesso.

Mi rompono tutti le scatole sul colonnello Quaritch di Avatar perché è un cattivo piatto che vuole solo sparare e bruciare gli alberi. Come ogni Terminator che si rispetti nella saga di Terminator.

Ma il cattivo standard alla Del Toro? Ne vogliamo parlare? Che è un Terminator ogni volta che vuole solo uccidere la gente e creare armi di distruzione di massa? Non varia mai quel tema.

La politica? Ne vogliamo parlare della politica?
La politica in Pinocchio nel testo originale è uno stato che non c’è. Uno stato inaffidabile immaturo come il suo protagonista. Qui la politica è centrale ed è sfondo, non si amalgama bene secondo me con la storia di un uomo che perde il figlio e ne costruisce un altro.
Poi non capisco questo tentativo di dare un senso al gesto di Geppetto di costruire un bambino. Perché la gente fa figli? Perché vuole dei figli, fine. Non

Ma la cosa che proprio non mi è andata giù è che Pinocchio sia un deficiente. Ingenuo e fondamentalmente innocuo. Quando la prima cosa che fa nel libro è tormentare Geppetto e poi scappare appena costruito. Qui è odioso dall’inizio alla fine, è scemo, e quando non è scemo è stucchevole.

Poi vabbè c’è una scena in cui mente per fuggire e farsi crescere il naso UGUALE a quella di Shrek 2 (Avete presente? Io porto le mutandine da donna). Quando mi manca il Pinocchio di Shrek parodizzato, venduto da suo padre con la voce preadolescenziale che si inventa il relativismo dialettico pur di non svelare la verità.

La Fata dai Capelli Turchini si dimostra ancora una volta il personaggio più massacrato della storia. Non ho mai capito questa cosa del protagonismo di Geppetto che appare solo a inizio storia e fine storia. La Fata è molto più presente e molto più importante. Qui ancora una volta è la versione oscura della Fata Disney che gli da la vita e si leva cortesemente dalle scatole per tutta la storia quando quel ruolo era quello di Geppetto porca la miseria.
Non potendo affrontare come ogni autore maschio che si rispetti quel magico femmineo al contempo severissimo, Del Toro lo demolisce.

Magari fosse questa la nota più dolente. Penso conosciate tutti il mio amore per Lucignolo. Che quantomeno nel film d’animazione Disney era fedele. Nello sceneggiato di Comencini era divino. Era un monello ancora più monello di Pinocchio che però verrà aspramente punito dalla vita. Ti fa pena a fine libro. Questo qui è un buonissimo figlio di un Podestà. Lucignolo balilla non me lo meritavo. Lucignolo è contrario alla società e alla morale per eccellenza. Questo qui ha in comune solo il nome. Se volevi inserirmi un balilla, non lo chiami Lucignolo lo chiami Pierluigi e la fai finita.

Poi mi chiedo che c’entri il fascismo con Pinocchio. Non è perché siamo in Italia allora ci sta bene, Del Toro.

Del resto lui la dittatura la mette sempre e sempre la creatura strana deve essere vista come un’arma. Vi ricordate quella cagata nella “Forma dell’Acqua” di idea dell’esercito americano di mandare il mostro marino sullo spazio? Ma perché vorrei sapere io. Era la premessa del film più idiota che io abbia mai visto. Uguale qui, il fascista stupido vuole usare Pinocchio come arma.
MA PERCHE’ COSA C’ENTRA.

Io credo che poi la centralità del rapporto Pinocchio e Geppetto abbia tolto spazio ad altre tematiche. Anche il tema di morte e resurrezione di Pinocchio poteva essere molto interessante ma allora PERCHE’ MI METTI DA PARTE COSI’ LUCIGNOLO CHE RAPPRESENTA LA MORTALITA’ PER ECCELLENZA DELL’ESSERE UMANO.
Adesso mi calmo.

Credo che anche se si fosse chiamato “STORIA DI UN TIZIO DI LEGNO” non mi sarebbe piaciuto il film. L’ho trovato come solito di Del Toro, troppo estetico, forzato. A volte mi sembra che cerchi di mostrare una profondità che non c’è. Parla di morte, mostra la morte, ma non sento mai il dolore.

Forse è semplicemente un autore distante da me.
Non avevo apprezzato nemmeno del resto né “Il Labirinto del Fauno” né “La Forma dell’Acqua”.

Non so nemmeno se può piacere ai bambini un film simile. Ma non penso. Mi sembra un film per adulti mancati che non ha saputo semplificare il linguaggio a dovere per un pubblico di bambini, come invece faceva Burton con la Sposa Cadavere.

Una cosa interessante invece del film era il ciclo Pinocchio-Pino-Pigna, il sempreverde che non muore e ritorna, che Del Toro ha colto. Però ripeto il tema della mortalità dell’essere umano non è centrale in Pinocchio. Perciò inserirlo mi pare una violazione, ripeto Del Toro ha voluto raccontare troppo la sua storia prevaricando il testo originale.

Per dire. Non c’è il paese dei Balocchi.
ADESSO MI CALMO.

Anche l’importanza che viene attribuita al Grillo Parlante di cantastorie mi sembra così stantia e autoreferenziale. Così come mettere Pinocchio sul palcoscenico. A dimostrazione di un artista sfruttato dal regime. Almeno il grillo ha la decenza di pigliare botte e altre botte per tutto il tempo.
Gli artisti non mi fanno pena. Non mi faranno mai pena. Né loro né il loro ego messo al centro della storia.
Le scene sul palcoscenico mi hanno ricordato l’allucinante scena della “Forma dell’Acqua” dove l’acqua si infiltra nel cinema. Una metafora sottile come un tronco guarda.

Insomma per chiunque sia arrivato alla fine di questo mio sclero senza ritegno IN BREVE il PINOCCHIO di GUILLERMO DEL TORO è un bel film che ho detestato visceralmente.

16 risposte a “Non mi è piaciuto il Pinocchio di Del Toro”

  1. Ricordo con piacere e un po’ di nostalgia il Pinocchio con due grandi attori scomparsi Nino Manfredi nel ruolo di Matri Geppetto e Gina Lollobrigida nel ruolo della fata turchina. Chiaramente quello sceneggiato TV non ha nulla da paragonare a questo da te molto ben descritto diretto da Del Toro però era una mia reminescenza.

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    1. Eh quello televisivo era un capilavoro

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  2. Qui si vede tutto il tuo amore per la storia originale. Bello sfogo, degno di rispetto. Come sai non ho mai digerito Pinocchio, né tutte le sue derivate, ma rispetto la tua possente passione e come la difendi. Sei ammirabile ^_^

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  3. a me il film è piaciuto 🙂

    diciamolo, non è il film che ti riguardi, al massimo ti fai qualche screenshot (della chimera) e lo dimentichi
    ma pur iniziando parecchio scettico (recentemente avevo pure visto quello di Garrone, te lo consiglio) ma non avendo letto il libro, conoscevo la storia per grandissime linee
    più che altro è l’ennesima cosa che prende il nome da un libro ma non lo rispetta. Che te devo dì: se ciò ha funzionato per Il libro della Giungla, che vanta un peso culturale maggiore, perke non con questo?

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    1. Quello di Garrone è meno BELLO oggettivamente (ha anche un millesimo di budget).

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    2. IL LIBRO DELLA GIUNGLA NON HA UN PESO CULTURALE MAGGIORE DI PINOCCHIO TI BUCO LA FACCIA

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      1. È l’esempio di letteratura coloniale, scritto dallo stesso autore della poesia considerata il manifesto del genere (white mans duty)
        Pinocchio è un racconto seriale uu

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      2. Io personalmente questa cosa non l’accetto

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      3. Punti di vista
        E poi ho letto solo uno dei due oltre ad averlo studiato a letteratura inglese. Non ho studiato pinocchio al liceo durante letteratura italiana

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      4. Ah sì saranno sicuramente punti di vista io con Pinocchio perdo la ragione confesso

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  4. Non mi è piaciuto neanche a me “a caldo”, ma il giorno dopo mi è venuto più volte in mente per la sensazione di nostalgia e tenerezza che mi ha lasciato.
    “Questa cosa ha un nomeeeee?” è una canzoncina che mi è rimasta in mente 🙂

    Una sensazione sul finale: non so perché ma ci ho visto del transumanesimo.
    In un futuro ci saranno “esseri” non umani (robot? Uomini-robot? AI con coscienza?) che sopravviveranno agli esseri umani.

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    1. Mmm non so sinceramente questa cosa non l’ho vista

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      1. Misa che ce l’ho vista solo io 😀

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  5. Non avendolo visto, e leggendo sia critiche che elogi, non mi esprimo. Ad ogni modo, dello stesso regista guardai “Il labirinto del fauno”, che mi piacque particolarmente. Rimasi meno convinto da “La forma dell’acqua”, ma de gustibus. Tornando in topic, il Pinocchio migliore è secondo me la miniserie in cinque puntate di Luigi Comencini, inizio anni ‘70. 🙂

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    1. Si quello di Comencini è insuperabile

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