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Gli Errori degli Scrittori: 9- L’IDEALIZZAZIONE

Gli scrittori sono egocentrici e egomaniaci. Si innamorano di sé stessi, delle proprie storie e dei propri personaggi.

A volte questo può essere controproducente perché impedisce a uno scrittore di vedere i limiti del proprio personaggio. O peggio ancora impedisce loro di dare a quel personaggi dei limiti umani.

L’idealizzazione è un errore grosso perché mette le ali ai piedi di un personaggio e lo fa fluttuare sopra la testa del lettore. Lo rende distante, irraggiungibile, gli toglie l’empatia del lettore.
I difetti al contrario delineano un personaggio, gli danno dei connotati che devono essere cambiati. Questo fa scaturire una storia.

L’idealizzazione è un cancro che colpisce soprattutto i personaggi femminili, non che quelli maschili ne siano immuni. Però l’esempio più lampante che mi viene in mente è Lucia Mondella. A nessuno piace un personaggio come Lucia Mondella perché se ne sta in alto a fluttuare sopra di noi. Nessuno è buono e compassionevole come Lucia. Nessuno potrebbe mai identificarsi in un personaggio simile perché le persone normali hanno difetti. Tutti le preferiscono Renzo che si fa coinvolgere in una battaglia non sua o addirittura l’amorale Monaca di Monza.

Il problema riguarda i personaggi femminili perché solitamente gli scrittori tendono a dare meno difetti alle donne. Tendono a metterle su un piedistallo per metterle da parte.
Una cosa che avviene anche nel “Signore degli Anelli” dove le donne sono tutte altissime e meravigliose. Uno dei grandi difetti dell’opera è proprio quello per quanto mi riguarda, la presenza marginalissima di femminilità che viene messa molto in alto e su un piedistallo. Ma di conseguenza da parte. Non c’è un solo dialogo tra due personaggi femminili. La letteratura italiana in questo non ha dato grandi prove, forse complice anche il fatto che l’occhio di chi guardava era nella maggior parte dei casi maschile.

Devo dire che non è l’autore maschile il solo problema. Alberto Moravia per esempio ha saputo fare grandi ritratti di personaggi femminili in alcuni suoi romanzi come “Il Disprezzo” o “La Romana”. Però lui evitava di idealizzare appunto, cosa che invece fa negli “Indifferenti” dove i personaggi femminili risultano abbastanza scialbi per quanto mi riguarda.

Un grande merito di Elena Ferrante è stato comprendere questo deficit, questa problematica nella letteratura italiana moderna. Lei piace al grande pubblico perché il personaggio ferrantiano per eccellenza fa errori e non è per niente idealizzato. Ha dato uno spazio alle donne in cui le donne potessero identificarsi. E lo ha reso mainstream. Anche se non mi piace personalmente, questo merito è molto significativo.

Le autrici donne sanno spesso costruire ritratti femminili più efficaci, ma poi tendono a essere troppo indulgenti con il loro personaggio. Si sbilanciano troppo per mostrare l’eroe, e così facendo ottengono l’effetto opposto.
Mi riferisco ad Alina Starkov ad esempio, protagonista della Grisha Trilogy che non funziona proprio perché è idealizzata dall’autrice. E’ anche troppo amata dall’autrice, pur non essendo né complessa né sfaccettata.

Il fantasy è un genere che ha permesso anche prima di altri una grande rappresentazione di personaggi femminili. Tuttavia a volte tende a voler proporre icone di forza che idealizzano altri punti problematici. Ad esempio Mia Corvere di Nevernight che è troppo forte e anche ogni suo difetto sembra scritto per renderla più simpatica. E’ troppo sicura di sé in ogni situazione. E’ troppo amata dal suo autore. E a me per questo risulta insopportabile.

Lucy Pevensie delle Cronache di Narnia è l’esempio lampante di un’idealizzazione eccessiva. Lei è una figlia di Lucia Mondella. E’ troppo buona e idealista, e anche quando il personaggio poteva essere un po’ sporcato con la vanità, Lewis si tira indietro. Proponendo un modello femminile che ancora una volta fluttua sopra le nostre teste moralmente superiore a tutti. Anche lei non dubita mai. Non puoi empatizzare con lei, trovi più facile empatizzare con l’Edmund Pevensie traditore dei fratelli.

Ma l’errore di idealizzazione peggiore gli scrittori lo fanno con il proprio alter-ego. Spesso lo inseriscono in maniera manifesta. Spesso non sanno affrontare l’immagine con lo specchio e la distorcono, creando un personaggio che è un sé stesso idealizzato. Avviene soprattutto con gli scrittori non maturi o incapaci.
Con le autrici di quei romanzi tutti uguali romantici, come “After” o “Fabbricante di Lacrime” che si ritraggono nella protagonista rendendola santa e martire.
Ma anche con gli autori maschili che scrivono il proprio alter-ego pur con i suoi difetti, ma sempre fornendogli troppe apologie.
Nella “Coscienza di Zeno” la genialità stava nel restituire un alter-ego rendendo chiaro fin da subito che è un uomo inaffidabile che se la canta e se la suona.

Quando un autore idealizza, sono guai. Perché stacca il personaggio dalla realtà e smette di catturare simpatia. Ma quando riesce a distrugge l’idealizzazione, allora il personaggio è riuscito davvero. Non a caso “La Coscienza di Zeno” è un capolavoro.

17 risposte a “Gli Errori degli Scrittori: 9- L’IDEALIZZAZIONE”

  1. Non tutti quelli che scrivono sono come tu dici… Il personaggio è vero che si crea con certi canoni, ma ai tempi di oggi non si può far riferimento a Lucia Mondella… Siamo avanti di molto , poi ogni personaggio ha le sue peculiarità che riflettono i tempi. Comunque hai scritto un bel post con un’analisi accurata , studiare i personaggi è difficile, molti dovrebbero farsi vedere da un psicoterapeuta , ma sono i tempi cambiati e noi pensiamo molto più velocemente e un pò meno intransigenti di una volta . Ciao Henye 98… la mia non vuol essere una critica a te , ma ai tempi che mutano come la moda …🙏🏻🥰🥀

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    1. Ciao, grazie per il commento! Capisco cosa intendi non preoccuparti, la frase iniziale dell’articolo è una provocazione nulla più, ovviamente non tutti gli scrittori sono così.

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      1. Il post è tuo e puoi dire tutto quello che pensi, io non freno mai la mia scrittura ; scrivo e mi fermo solo soltanto quando non ho più nulla da dire . Non mi reputo uno scrittore, sono solo Desyreè una a cui piace scrivere…Ciao cara Henye 🙏🏻🥀🤗🤗

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  2. Concordo, l’idealizzazione è una cosa che nemmeno a me piace. Poi c’è una dinamica simile, ma opposta: l’accanirsi contro il personaggio negativo.

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    1. Eh quello succede quando dici che un personaggio è negativo ma non mostri mai quanto sia negativo e perchè

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  3. Ho trovato un canale YouTube (in inglese) che analizza tutti i trope sia sui personaggi femminili che maschili, e ne ho scoperto uno che mi ha lasciato particolarmente perplessa: la Maniac Pixie Dream Girl, praticamente una idealizzazione estrema della Mary Sue relegata a personaggi palesemente neurodivergenti. Ci devo scrivere un articolo perché non potevo crederci: in pratica le persone neurodivergenti sono ancora più infantilizzate delle Mary Sue e spesso sono funzionali all’idealizzazione da parte del protagonista. Ci sarebbe molto da dire in proposito. E comunque sì, io stesso mi innamoro dei personaggi che creo e divento troppo di parte. Ne sono pienamente consapevole ma comunque lavoro per farli sembrare realistici e dar loro dei difetti con i quali fare i conti. Probabilmente si sentirà se mai pubblicherò l’ultimo, perché è ispirato a un altro personaggio di uno dei miei anime preferiti che è la più grande crush che ho avuto nella mia vita. Sono di parte e infatti lui nasce per essere idealizzato da tutti, il suo scopo è dimostrare di non essere una divinità ma un adolescente un po’ scemo come tutti i suoi coetanei e i suoi difetti sono piuttosto facili da notare visto che quello più eclatante è proprio il suo essere eccessivamente melodrammatico che dopo potrebbe farlo risultare antipatico anche alle persone dalle quali desidera essere conosciuto per quello che è veramente e non solo attraverso le voci diffuse dai giornali perché è il figlio di una delle persone più influenti del mondo magico. Nasce Gary Stue ma poi diventa una persona “vera”. Bisogna bilanciare le cose altrimenti finisce che per forza quel personaggio risulta poco gradito al pubblico se si sente che è troppo idealizzato e ci resta ingabbiato dentro perdendo il suo potenziale

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    1. La maniac pixie dream girl la conosco viene da elizabethtown ma non capisco cosa c’entri con la neurodivergenza

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      1. Perché se portata all’estremo mi sa che è talmente impacciata e strana da avere tratti riconducibili a un autismo molto stereotipato. Sembra davvero tanto svampita e con la testa tra le nuvole in tanti casi. Un esempio è Luna Lovegood secondo me. Io ho capito una cosa del genere ma non ne sono sicura

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      2. Mi sembra su Luna Lovegood una sovralettura eh. Guarda come stereotipi capisco che sia esempio di un’ idealizzazione però questa cosa dell’autismo mi pare molto infilata a forza eh.

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      3. Infatti lo penso anch’io, anche Newt per tanti è autistico ma io penso che sia troppo. Io mi rivedo in Luna quasi in toto ma non penso che sia autistica.

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      4. Newt secondo me redmayne lo ha fatto troppo macchietta , doveva interpretare uno strambo ma sembra più che altro rimbambito tutti il tempo. Li il problema credo sia l’attore. Luna è uno dei miei personaggi preferiti, penso sia solo strana perché è eccentrica non penso ci siano altre letture. Poi penso abbia un bellissimo rapporto di amicizia con Harry perché riesce a comprendere una parte di lui irrazionale che Hermione non coglie in quanto suo opposto razionale. Cioè per dire Harry parla dei lutti e del suo isolamento con Luna non con Hermione. Ha dei grossi lati empatici. Poi penso che la rowling avrebbe detto se fosse stata autistica.

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      5. Di Newt lo ha detto esplicitamente, per esempio, e anche Redmayne lo pensa. Sai che, appena è comparsa, per un attimo la mia testa ha creato una ship tra L’una ed Harry mentre guardavo l’Ordine della Fenice? È durata poco ma secondo me erano carini. Poi nella seconda parte dell’ultima si sono inventati che Neville prova qualcosa per lei e anche questo secondo me era carino ma è praticamente morto sul nascere perché comunque i personaggi sposano altre persone. Newt dovrebbe essere il nonno dei figli di Luna se non sbaglio, giusto? Comunque sono tanti i personaggi definiti Maniac Pixie Dream Girl, anche Sailor Moon lo è a quanto pare. O Summer di (500) giorni insieme, che non ho mai visto in realtà ma lo citano sempre quando parlano di questo trope. Dovrebbe essere una sorta di “Musa svampita” per il protagonista da quello che ho inteso. Una ragazza che non viene mai approfondita ma che il protagonista dice di amare profondamente e potrebbe essere neurodivergente o comunque avere un qualsiasi disturbo mentale. È un trope un po’ strano, in effetti. Comunque non conoscevo nemmeno il film che mi hai citato. Sono andata a cercarlo e leggendo la descrizione di lei mi sembra coerente con questo trope.

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      6. Riguardo la gestione di Luna sono contenta che almeno nei libri la Rowling non l’abbia assoggettata alle varie ship, si sposa nella vita ma piu avanti nella storia rimane una figura abbastanza indipendente. Allora l’espressione proprio di Maniac Pixien Dream Girl nasce dal film “Eliszabethtown” dove Kristen Dunst interpreta una ragazza che sembra non avere altro scopo di quello di risolvere ogni problema nella vita del protagonista. Una recensione attaccò duramente il personaggio con l’espressione che poi diventò canone. Sarebbe un po’ la ragazza che ogni ragazzo sogna di incontrare. In 500 giorni insieme questo canone viene abilmente decostruito perché lui le appiccica addosso quell’etichetta e se la prende quando Summer non rispetta quell’idea che ha di lei.

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  4. Magari dico una bestialità, ma forse l’idealizzazione della figura femminile è un retaggio della visione angelica della donna, probabilmente di profonde origini cristiane. Da Dante a Petrarca, passando anche per Manzoni e Lewis con le Cronache di Narnia, la donna è una rappresentazione più o meno fedele di Maria, la Madonna, una donna umile e fortissima, pura all’inverosimile, che forse è divenuta l’ideale dell’uomo “moderno”.
    Pensando ai periodi pre-cristiani, mi vengono in mente Afrodite e Diana, Iside, la Morrigan celtica, tutte figure che, pur essendo divine, avevano una femminilità forte e molto terra-terra.
    Manco a farlo apposta, le donne che in passato avevano personalità come queste, sono state considerate delle streghe e, di conseguenza, messe dalla parte dei cattivi come la monaca di monza o Malefica.

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    1. Sicuramente è figlia di questo retaggio, la Madonna come figura ha avuto lo svantaggio di racchiudere in sé un unico modello femminile. Mentre nelle culture precedenti con il politeismo si aveva una rappresentazione molto più variegata di femminilità.

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  5. Un’osservazione sul Signore degli Anelli: è vero che le figure femminili vengono idealizzate (soprattutto se Elfi), però a memoria mi vengono in mente due figure femminili leggermente fuori dai canoni e credo anche all’opposto l’una dell’altra: da un lato Èowyn, figlia del Re che decide di scendere in battaglia (ovvero sporcarsi le mani, ça va sans dire), innamorata (non ricambiata) di Aragorn, lei sola capace di uccidere il Nazgûl. Dalla parte opposta Shelob, un ragno di sesso femminile, che incarna quanto di più sordido si possa trovare nel sottosuolo del Regno malvagio di Mordor. Sono andato a memoria, ho solo cercato i dettagli sul web per evitare di dire cavolate. 😌 Comunque sia, l’idealizzazione – specie del sesso femminile – è pecca diffusa in letteratura, pienamente d’accordo. 🙂

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