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UNCHOSEN: Sei di Corvi, i mancati prescelti

Leigh Bardugo fresca di trilogia decide di crescere e fare un salto di qualità con questa duologia. Mettendo da parte il potere di Alina, convocata da una forza superiore e prescelta, mettendo da parte un insipido cattivo, tira fuori da un mazzo di carte sei personaggi in cerca di guarigione.
Spezzati e traumatizzati come Inej e Kaz, costretti a nascondere il loro potenziale, come Wylan e Jesper, o macchiati dai pregiudizi e divisi dalle fazioni come Nina e Matthias.

Non essendo granché a scrivere gli eroi e i cattivi, in un sistema binario di male e bene, la Bardugo si rivela un portento a scrivere anti-eroi, ragazzini cresciuti affamati e cattivi per le strade di Ketterdam.

Il primo libro l’ho trovato superiore al secondo, che comunque seppur con qualche difetto è molto buono.

Leigh Bardugo ruba la trama a Ocean’s Eleven, e un po’ alla Stangata, specie nel secondo libro. Ma fa un lavoro magistrale. Il suo stile di scrittura è altissimo. Si sente l’influenza di George R.R Martin, ma da lui ha preso il meglio, anche con violenza e sesso, non è mai gratuita ma sempre moderata, ne mette la giusta quantità.
Ketterdam è una città viva e pulsante, è perfettamente radicata nella mia immaginazione.

Questo primo libro detta un ritmo perfetto, scandito e calzante. I traumi dei personaggi vengono affrontati bene, non vengono inseriti e poi lasciati sullo sfondo, ma sono persistenti come nella vita reale. La giovane età dei protagonisti non mi ha dato fastidio, dopotutto una condizione così precaria e violenta li ha costretti a crescere prima. Forse il voler inserire tutte coppie un po’ a forza è un po’ un fanservice che si poteva anche evitare.
L’unico difetto è l’unità della banda che non si consolida più di tanto, Matthias per dire alla fine è solo legato a Nina, non tanto agli altri.

Mi è piaciuto anche il linguaggio sporco e la continua ironia, anche se le scene corali talvolta erano un po’ prolisse. Tuttavia nel complesso è il miglior libro di Leigh Bardugo scritto finora, nonché uno dei migliori young adult fantasy in circolazione.

La cosa però che ho apprezzato di più è stata la filosofia dell’UNCHOSEN. Spesso nei fantasy troviamo un prescelto che viene incaricato da una forza superiore di compiere una missione e ha un potere immenso. Che da un lato è un topos letterario, ma dall’altro allontana la possibilità di identificazione del lettore. Questi invece sono ragazzi di tutti i giorni trascinati in situazioni più grandi di loro. Che non sono destinati a niente e che il futuro se lo stanno costruendo giorno per giorno. Giocando alle regole di un mondo vecchio e crudele. Questa è la grande forza della Bardugo, quello che ha capito, e secondo me sarà anche la direzione che prenderà il fantasy in futuro.

2 risposte a “UNCHOSEN: Sei di Corvi, i mancati prescelti”

  1. Non ho mai letto niente di questa scrittrice però interessante il discorso sulla filosofia dell’UNCHOSEN

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