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Come è cambiata Biancaneve

Direi in peggio.
Tanto per cominciare.
Parlando di Cenerentola in questo articolo libriitaliani.wordpress.com/2022/07/24/come-e-cambiata-cenerentola/, mi sono soffermata sul fatto che spesso autori attuali si sono trovati in difficoltà con il complesso di Cenerentola, e su come gestire una donna che trova una collocazione solo grazie all’uomo.
Perciò gli autori si sono sbizzarriti nel corso degli anni a dare un senso più attuale a Cenerentola.

Ecco Biancaneve questo problema non lo aveva. Si trattava dell’attualissima e psicanalitica storia di una madre che invecchia e che non è più desiderabile e di una fanciulla che fiorisce e diventa una rivale e non più una figlia.
Legata da una spirale di morte e ritorno in vita, segnato anche dalla mela rossa, come spesso accade nelle fiabe simbolo di menarca. Se pensiamo a Rosaspina, lei è una fiaba in questo identica a Biancaneve.

Biancaneve però è anche quell’arca che porta la Disney al cinema per la prima volta nel lontano 1937. E’ la fiaba giusta secondo Walt Disney, che si ipoteca persino la casa per portarla sullo schermo. Caratterizzando ogni nano, ogni angolo del bosco, ogni singola gemma che luccica. Dando a Biancaneve i tratti della donna socialmente ritenuta buona, e a Grimilde i tratti della donna cattiva. Biancaneve è un sogno nelle sue movenze aggraziate e nei suoi tratti morbidi. Grimilde e algida, impettita e accollata. Una femme fatale che fece di Woody Allen una delle sue vittime da bambino, tra l’altro condannando il suo rapporto con le donne.

Ad ogni modo Biancaneve è un capolavoro che ha fatto felice tutti. Ogni sua scena è memorabile, io adoro quella in cui lei si perde nella foresta, e pensa di vedere mostri quando in realtà sono solo suggestioni.
Attuale e splendida al contempo, è una fiaba che non aveva bisogno di rivisitazioni.

Amo molto anche “La Vera Storia di Biancaneve” con Miranda Richardson che fa la regina cattiva e Kristin Kreuk nel ruolo di Biancaneve.

Memorabile solo per il fatto che i nani si chiamano come i giorni della settimana e si trasformano nell’arcobaleno uniti insieme, visto che a ognuno è assegnato un colore. Miranda Richardson è una dea che in tempi non sospetti rendeva il ruolo della regina molto più interessante di quello di Biancaneve. Aiutata da una Kristin Kreuk che al tempo detestavo perché interpretava in Smalville quella piaga di Lana Lang (lo so che non è colpa dell’attrice ma ero una bambina). Personaggio che tuttora associo al fastidio. Unica altra menzione d’onore per questo adattamento televisivo è il fatto che c’erano degli elementi della fiaba originale Grimm. Era anche la prima versione che ricordi a rendere un po’ più avventurosa la storia.

Il 2012 ricordo fu un anno in cui le versioni di Biancaneve fioccarono. Cercando di rimodernare qualcosa che io personalmente avrei lasciato lì eterno e perfetto com’era stato fatto dalla Disney nel 1937.
Comunque.
Da una parte uscì l’anonimo Biancaneve (Mirror Mirror) con l’ineffabile musa Julia Roberts e la pessima ancora ed oggi come sempre Lily Collins.

Dall’altra uscì il leggermente più memorabile “Biancaneve e il Cacciatore” con la divina Charlize Theron e la passabile Kristen Stewart.

Allora, per quanto riguarda “Biancaneve” con Julia Roberts, si cercava penso di fare un discorso su come la matrigna sia un cattivo politico e Biancaneve uno buono. La matrigna si interessa solo a preservare la propria giovinezza, non ascolta i consigli dello specchio che gli dice di accettare matrimonio combinato, e tiranneggia i sudditi. Bella la scena in cui gioca a scacchi con le persone vere. Bella l’infatuazione per il principe bietolone ma bello interpretato da Armie Hammer. Ma Julia Roberts è troppo simpatica, la sua cattiva cattura empatia mentre Lily Collins rimane lì come un ciocco di legno appeso. Il film dovrebbe essere più girl power, con Biancaneve che passa dal non sapersi nemmeno allacciare le scarpe, a saper brandire la spada assieme ai nani che qui non ho idea del perché, combattono. L’attrice scelta per fare perno sulla storia, Lily Collins, è un’attrice che io reputo pessima. Che non sa essere convincente né nella sua fragilità, come invece ha saputo fare Lily James in Cenerentola, né nella sua forza, quando solleva una spada più grossa di lei. Per non parlare della scena del cambio degli outfit ma perché cos’è questa cosa.

“Biancaneve e il Cacciatore” invece è più serio. Ci prova a fare un discorso più politico, sulle donne al potere, su questa splendida matrigna di nome Ravenna interpretata dall’ancora più splendida Charlize Theron.
Kristen Stewart era al tempo la diva di Twilight, io la trovo pure bravina ma accanto a un’attrice monumentale come Charlize Theron sbiadisce e anche parecchio. In più la sua regina è meno frivola e più forte da un punto di vista politico rispetto a quella di Julia Roberts. Il suo punto di vista se non è del tutto giusto, è quasi niente sbagliato.
Questa Biancaneve ha anche più di un uomo intorno a sé, per la precisione due uomini bellissimi, un cacciatore che da sguattero della regina diventa un palestrato vichingo dal nome di Chris Hemsworth, e un principe interpretato da quella suola per scarpe di Sam Clafin. A parte scherzi mi piace la scelta tra più partner e questa Biancaneve più attiva in quel senso. Anche se la storia d’amore con il cacciatore rimane un po’ appesa lì senza trovare una realizzazione vera e propria perché Biancaneve sia chiaro, deve regnare da sola.
Però ancora una volta il tentativo di rendere forte Biancaneve fallisce alla base.
Perchè?
Perché Biancaneve non è forte. Biancaneve è una bambina che deve crescere, troppo fragile per il mondo. E’ questa la sua essenza.
Non deve essere forte. Non deve diventare la Regina della Storia. Deve semplicemente vivere per diventare portatrice di vita.
La morte la bracca in continuazione, da quando ha sette anni nella fiaba. E lei sfugge in un modo o nell’altro, cosa che accadeva nel Medioevo dove la mortalità infantile era alle stelle.
Dove la brutalità del mondo aveva un altro significato.
Non so quanto senso abbia dare uno scopo politico a Biancaneve. E comunque quando la cosa viene fatta, deve esserci un genio dietro, sennò non risulta credibile.

Finisce solo che la matrigna tanto odiata, tanto strega, diventa inevitabilmente un personaggio migliore.

Lo sa bene la serie di C’era una Volta che ha trovato nella Regina Cattiva uno dei suoi personaggi più iconici. Una strega costretta al matrimonio combinato dalla madre, che si riempie di rancore ogni giorno che passa.

Mentre la buona e dolce Biancaneve diventava più inutile a ogni stagione che passava. Anche se la sua impostazione iniziale mi piaceva, di fuorilegge che sa cavarsela e di tutta la sua storia con il principe che un Principe non era. Secondo me la prima stagione aveva saputo destreggiarsi tra Disney, fiaba originale e modernità senza stonare troppo. Prima di partire per la tangente e non tornare mai più.

20 risposte a “Come è cambiata Biancaneve”

    1. Imbattibile e imbattuto

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  1. Il film Disney a livello tecnico è qualcosa di grandioso e mai visto prima. Ancora oggi delizia l’estetica e l’animazione. Sulla realizzazione aveva lo stesso difetto di tutte le altre produzioni animate dell’epoca: era pieno di lunghe scene filler inserite per aggiungere minutaggio. A me ha sempre disturbato il gap di età tra la protagonista e il principe, e penso che anche per l’epoca non fosse poi così normale.

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    1. Si Lei aveva tipo 14 anni, oggi sarebbe giustamente impensabile

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      1. Il principe ne aveva trentuno. Anche per l’epoca non penso fosse così normale.

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      2. Questo non lo sapevo. Davvero inquietante.

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  2. Articolo interessante, ho sempre apprezzato nei film come l’attrice della regina sia sempre più figa/carismatica di biancaneve.

    Dovremmo riscoprire entrambi Biancaneve nella foresta nera. E oggi a mezzogiorno ti aspetto da me: nella top5 c’è una nuova interpretazione di Biancaneve!

    Ps: B&C film che adoro, la regina figherrima e kristen in parte. Poi c’è pure chris hemsworth 💙💙

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    1. Ravenna è ravenna.
      Charlize è charlize.

      Non conosco la biancaneve che hai citato ma ogni approfondimento è benvenuto

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      1. Biancaneve nella foresta nera è un film minore di forte impronta gotica con Sigourney Weaver nel ruolo della regina

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      2. Ok nominando sigourney weaver mi hai convinto

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      3. Dobbiamo recuperarlo entrambi
        Io lo vidi troppi anni fa un pezzo

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      4. Ci mettiamo d’accordo sul giorno

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  3. Il film Disney lo vidi all’università (1984): si parlava dell’influenza delle avanguardie artistiche europee, in particolare l’espressionismo.

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    1. Un capolavoro ancora moderno, a differenza dei successivi

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  4. Il problema è proprio quello che citi all’inizio: Biancaneve, come tutte le fiabe della tradizione orale raccolte dai Grimm, ha una fortissima impostazione psicanalitica che gli adattamenti e le riletture successive hanno sistematicamente ignorato ed eliminato riducendo, al tempo stesso, il carattere universale di una storia che parla di tutti noi – perché tutti abbiamo paura di invecchiare e tutti abbiamo paura di vedere una nuova generazione più fresca e dalle infinite potenzialità che arriva a toglierci il posto che ci siamo conquistati.

    Paradossalmente, vista la noncuranza con cui ha sempre trattato i materiali di partenza, la versione di Biancaneve più fedele all’originale è proprio quella Disney, che mantiene inalterato il conflitto di base e la natura archetipica dei personaggi senza modificarli più di tanto sebbene siano a loro modo tutte figure a loro modo idealizzate.

    Il mio problema con le versioni più moderne è la rappresentazione di Biancaneve come una guerriera: Biancaneve non è una guerriera, non è questo il significato del suo personaggio e nemmeno da un punto di vista narrativo ha senso che sappia o voglia combattere essendo una giovane principessa medievale che si suppone non abbia mai maneggiato nulla di più pericoloso di un ago. Biancaneve è la Sansa Stark delle fiabe, e vedere sia Mirror Mirror che Biancaneve e il Cacciatore stravolgerla così mi ha dato un fastidio indicibile.

    Dei due però, al contrario di te, ho preferito Mirror Mirror per la sua atmosfera scanzonata, perché è coloratissimo e a tratti sciocco, laddove Biancaneve e il Cacciatore mi sembra si prenda fin troppo sul serio.
    Regina di Once Upon a Time, infine, è il motivo per cui ho resistito a guardare la serie fino a metà della quarta stagione, prima di mollarla: penso sia, insieme a Tremotino, l’unico personaggio davvero interessante e l’unica a cui volevo davvero bene. Anche perché, in fin dei conti, nonostante ci venga detto che lei è la cattiva, ha assolutamente ragione a fare tutto quello che fa. Team Regina, sempre!

    Biancaneve, comunque, è una delle mie fiabe preferite: l’ho sempre trovata incredibilmente sinistra e inquietante, fin da piccolo, in qualsiasi versione venga raccontata (ecco, magari non Mirror Mirror…), secondo me ti crea subito un’atmosfera con cui le altre fiabe non ti avvolgono allo stesso modo, sarà per il tipo di conflitto che racconta, per le ambientazioni, per alcuni elementi come lo specchio magico che mi hanno sempre affascinato, ma ogni volta che la leggo/guardo me ne innamoro ancora di più.

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  5. A me la fiaba di Biancaneve non è mai piaciuta, e sebbene ritenga il film Disney una pietra miliare dell’animazione degnissimo di nota e fama, non mi è mai piaciuto manco quello. Le rivisitazioni non mi hanno aiutata ad amare la fiaba, anzi, credo che siano partite spesso troppo per la tangente, cercando di “rivalutare” un archetipo antico ma così facendo l’hanno del tutto stravolto, lasciando davvero poco delle tematiche originali, banalizzando il tutto nella semplice lotta principessa buona / regina cattiva.

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    1. Si infatti, mai stravolgere un archetipo tanto profondo

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  6. Penso che riuscire a gestire un personaggio come Biancaneve oggi sia molto complesso appunto per la sua natura. Mentre con la matrigna di possono creare diverse interpretazione molto valide e infatti in ogni versione era proprio la matrigna a risaltare di più. C’era una volta iniziai a guardarlo con grande interesse, interesse che si spense abbastanza in fretta quando vidi che si erano del tutto persi.

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    1. Si, direi che si sono persi, nell’incapacità di creare una Biancaneve valida, ma lasciando tutto in balia della monumentale personalità della Regina Cattiva.

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