Il Lancio del Libro dalla Finestra: American Gods

So che Neil Gaiman è amato da molti. E giustamente non è uno sprovveduto. Ma American Gods mi era stato venduto come un capolavoro, come uno dei romanzi fantasy più belli mai scritti. E mi ha deluso molto.
Da una parte è interessante vedere come Gaiman abbia capito una cosa dell’America: si sentono privi di radici. Perciò il magico e il mistico che deriva sia dalla religione quanto da culture e credenze, è stato importato. Ed è arrivato nella terra promessa sghembo e strano.
Divinità norrene, africane, russe, credenze irlandesi e molto altro si annidano in America. E questo è interessante. Tuttavia avrebbe funzionato meglio in una serie di racconti forse. Perché la trama orizzontale di American Gods è il nulla cosmico. Si perde trascinata via da mille altre. Sarebbe stato carino se questo libro avesse avuto una trama. Ma non ce l’ha. Ne ha una molto debole perlomeno. Con un protagonista carismatico quanto un leader del PD e con una struttura molto confusa. Anche il fatto che gli dei stanno per essere sostituiti da quelli tecnologici, non è che sia spiegato più di tanto, o sviscerato più di tanto. Rimangono tutti molto in sospeso. L’inizio è buono ma la risoluzione è inesistente.
Shadow Moon è pessimo, ma anche la rappresentazione dell’Odino americano è abbastanza povera in fin dei conti. Quindi boh, ho finito questo libro con una profonda delusione addosso, perché c’era tanto materiale e l’ho visto quasi tutto sprecato. Anche il personaggio di Laura Moon, aveva tanto potenziale, ma rimane molto così, in sospeso in mezzo agli altri, anche se effettivamente è l’unico ad avere una risoluzione soddisfacente.

Stesso problema ho riscontrato nella serie tv, dove l’assenza di trama si fa sentire e dove gli episodi non hanno nè ritmo nè cuore. Non per niente è stata cancellata.

13 risposte a “Il Lancio del Libro dalla Finestra: American Gods”

  1. Non sei solo: anch’io l’ho trovato a dir poco sopravvalutato. Trama banale e superficiale, protagonista inesistente. Ma la cosa peggiore sono gli Dei, che non hanno assolutamente nulla degli “originali”, se non in parte da un punto di vista estetico. Della paganità non c’è più traccia in generale; tanto valeva usare delle figure inventate. Un’americanata insomma.

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    1. Io sono quasi saltata dalla sedia quando ho visto il dio egizio e la spiegazione del perchè sia lì, ero tipo, ma cos c’entra?

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      1. E vogliamo parlare del genio della lampada tassista immigrato, il cui unico potere è quello di farsi spruzzare?
        … Why?

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        1. come raccolta di racconti avrebbe funzionato meglio, ne sono convinta, per me quello funzionava come funzionava quello dell’immigrata irlandese

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  2. …senza alcuna aspettativa, l’ho trovato divertente.

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    1. ma è più che legittimo, ovviamente sono pareri personali

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      1. diciamo che non lo metto nel novero dei 5 candidati al premio Nebula e al premio Hugo… 😀

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  3. Di Gaiman una volta ho letto per caso “L’oceano in fondo al sentiero”, e mi era piaciuto molto. Poi peró sono arrivato alla cinica conclusione che una rondine non fa primavera. 😌

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    1. Personalmente non l’ho letto. Ma non ho dubbi che sia bello, American Gods mi ha particolarmente deluso anche perché ha vinto premi ovunque e tutti ne parlavano come di un capolavoro. Quando per me è un libro appena sufficiente.

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  4. Ok, non è un capolavoro e su questo sono assolutamente d’accordo, ma non è neanche così tremendo, penso che l’opera descriva bene un certo senso di perdita di identità, soprattutto per certi elementi che vengono considerati obsoleti nella nostra società in continua evoluzione e alla costante ricerca di nuove divinità. La serie non mi stava piacendo perché tendeva ad allungare una storia molto più semplice e lineare, aggiungendo personaggi di cui non se ne sentiva il bisogno.

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    1. Ma ha delle idee anche geniali. Però secondo me la secolarizzazione era spiegata molto molto male e la trama orizzontale non c’era. Avrebbe funzionato alla grande si fosse tratto di una raccolta di racconti con il filo comune degli dei americani.

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      1. In ogni caso ciò dimostra una cosa del fantasy americani: loro sono bravi con l’urban fantasy. Soprattutto perché hanno una cultura abbastanza giovane. Europa e Oriente invece, con la loro lunghissima storia e cultura, hanno ancora molto potenziale con il fantasy più classico.

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        1. Si un potenziale enorme a mio parere

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