Chi era davvero Achille

Non so perché verso il mio eroe preferito c’è tanta confusione. Ma non è colpa di nessuno, già in epoca classica Achille era stato rimaneggiato e distrutto.

Allora so che è un discorso antipatico, da filologo mancato quale sono io, ma ci proverò.
Achille è un eroe che viene scritto nell’VIII secolo a.C. Quindi non è un eroe classico, nel vero senso del termine. La Grecia classica, quella del Partenone e delle Olimpiadi, per intenderci, è quella del V secolo a.C. Sono passati perciò parecchi anni.
Perché è importante?
Perché Achille è il risultato di una società, che ha determinati valori, e li riflette su un eroe. Eroe che quindi è forte, potente, un combattente invincibile.
Come Eracle e Arjuna, non è re, ma servo del re.

Viene spesso odiato per la sua crudeltà e perché ha ucciso Ettore. Già in epoca classica non viene più compreso, e spesso nel teatro viene rappresentato come un assassino brutale.
Ma il teatro viene dopo.

L’Achille dell’Iliade è tutt’altra storia. Ad esempio è dibattuta la sua omosessualità. Patroclo e Achille hanno indubbiamente un amicizia con connotati omoerotici, ma non vengono mai mostrati a letto insieme da Omero, se non in una scena del nono libro, peraltro dormendo insieme alle schiave.
L’interpretazione del rapporto pederastico, da quanto mi risulta, avvenne nel V secolo, nell’Atene Classica, non nell’Iliade. Achille si dichiara per tutta l’Iliade innamorato di Briseide. Il suo affetto per Patroclo quindi è dibattuto e di difficile interpretazione. Quindi no, Madeline Miller non ha raccontato la vera storia di Achille, ma una sua interpretazione. Ritrovandosi a tagliare donne importanti nella vita di Achille, come Polissena e Pentesilea.

L’altro passo molto importante che tutti si perdono di Achille è la sua profonda immaturità. Achille è un ragazzino, per questo non è sposato. Non è padre come Odisseo o Agamennone. Preferisce distrarsi con Patroclo, con mille schiave diverse, senza prendere seriamente nulla, piuttosto che crescere. Per questo insisto a dire che l’amicizia con Patroclo è più un bromance che altro. Patroclo è il legame con l’infanzia.
Achille nel primo libro piange, incrocia le braccia, fa i capricci quando gli viene sottratto il suo premio, ossia Briseide.
Nessuno capisce le sue azioni. Esattamente come nessuno capisce quelle di Achab in Moby Dick o quelle di Amleto.
Sono personaggi con una dimensione eroica completamente folle, fuori dall’umanità e che gli umani non capiscono. Gli stessi personaggi dell’Iliade non lo capiscono.

Ancora, in Grecia i figli sono del padre, la sostanza la determina il padre, la madre è solo un contenitore. Achille è eroe atipico perché la dea è la madre, non il padre, cosa che avviene invece nella maggior parte degli eroi greci (Eracle, Perseo…) . Perciò lui è umano, anche se dall’aspetto divino, e non il contrario.

Il lutto per la morte di Patroclo fa parte della sua crescita. Come ho già detto più volte la società greca era fortemente maschilista. Le donne erano oggetti, e i legami veri erano tra uomini esclusivamente. E’ un legame che unisce, a differenza di quello lussurioso di Paride ed Elena che invece divide e crea distruzione e morte.

L’Iliade pertanto è la storia dell’Ira di Achille, come mezzo per la cresciuta di un eroe, che da ragazzo diventa l’uomo destinato alla gloria eterna. Attraverso la morte dell’amico, al dolore che serve per crescere. Alla vendetta che lo porta a distruggere il cadavere di Ettore. E al perdono, perché Achille è il primo eroe che perdona e permette la sepoltura. Nel momento in cui Achille decide di rispettare la sepoltura del nemico, la società è cambiata, è cresciuta. Achille diventa uomo.
E infatti l’Iliade si chiude coi funerali di Ettore.

Dopo Patroclo, Achille avrà una sua vita a parte. Una serie di avventure, comparirà in scena persino suo figlio. Perciò trovo tanto sbagliata la lettura della Miller, che con “La Canzone di Achille” ha dovuto gestire la parte post-Patroclo con grande difficoltà. Avendo travisato il valore di Patroclo nella vita di Achille.

Non a caso noi contemporanei facciamo una difficoltà immensa a gestirlo. Non è un personaggio che si adatta facilmente, a differenza di Odisseo.

Nel film Troy si fece la scelta opposta alla Miller, che ha scritto di base una fanfiction yaoi. Ossia la scelta di renderlo etero al massimo e macho, interpretato dall’americanissimo Brad Pitt. Scelta anche più infelice di quella della Miller. Il personaggio ancora più snaturato e privo di reali motivazioni.
In epoca classica si rivalutò molto Ettore e i Troiani, quando Ettore nell’Iliade è insopportabile.
L’Odissea è generalmente preferita da tutti rispetto alla complicata Iliade.
E Achille rimase sempre sullo sfondo, lasciato da parte come un eroe ormai invecchiato.

Quando ogni romanzo di formazione esistente, parte proprio da lui.

23 risposte a “Chi era davvero Achille”

  1. Achille (nell’Iliade, non nella versione della Miller, né tantomeno in quella di Troy) è il personaggio dell’epica classica che più ho amato.
    Non ho mai compreso l’amore che molti nutrono nei confronti di Odisseo (che personalmente trovo irritante da morire), né tanto meno di Ettore…
    Avevo grandi aspettative sul romanzo della Miller, ma alla fine era solo una fanfiction yaoi come tante. Scritta con uno stile accattivante, certo, ma una fanfiction focalizzata più su un rapporto omoerotico che sulla guerra di Troia o sul personaggio di Achille e la sua trasformazione in uomo.
    Confido, prima o poi, in un retelling che restituisca davvero ad Achille la sua identità.

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    • Guarda la penso esattamente come te. Il libro della Miller era ben scritto, ma snaturava troppo il personaggio, pur di piegarlo agli stilemi della fanfiction.
      Inoltre per fare ciò, si trovava a crollare il libro dopo la morte di Patroclo, perché Achille ha una vita dopo Patroclo, che la Miller non è stata capace di narrare a causa dell’impostazione del romanzo. Era un romanzo perfetto fino a Sciro, poi per me entra in crisi e non si riprende più.

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  2. Riguardo la rivalutazione classica di Ettore, non trovi che questo aspetto fu ulteriormente “esasperato” dai Romani della prima età imperiale, il cui poema “civile” (l’Eneide) addirittura fa dei troiani i loro padri fondatori?

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    • Certamente.
      L’epica era propaganda politica, lo era in epoca classica dove gli eroi venivano adattati e riadattati a seconda delle esigenze propagandistiche, e sicuramente Roma prosegue questo discorso per porsi come rivale della cultura Greca.

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    • In realtà Neottolemo non è mai citato nell’Iliade propria, è un personaggio che arriva dopo nel canone mitico, mi sembra nella Piccola Iliade. Proprio perché un figlio di Achille entrerebbe in conflitto con l’immaturità di Achille proposta nell’Iliade.

      Guarda non so cosa sia più sbagliato, se il macho super-etero e arrabbiato senza motivo di Brad Pitt, o un afroamericano messo a caso a interpretare un greco.

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      • cmq mi sa che i greci fossero molto più scuri e bassi di quanto non ci vogliano far credere; per questo le persone bionde erano considerate bellissime, si stagliavano tra la folla

        certo non avrei messo un nero a incarnare il bellone dalla folta chioma bionda 🤣

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      • Ma ti dico puoi anche fare un Achille di etnia diversa, se lavori tanto bene sull’astrazione, se fai un’opera post moderna alla Baz Lurhman per intenderci. Non sono una di quelle fissata con etnie e descrizioni, Achille deve mantenere le sue caratteristiche caratteriali e simboliche.

        Il problema è che metti in un determinato contesto storico un’ etnia che non c’entra assolutamente niente, non si capisce bene per dimostrare cosa.
        Fa un po’ l’effetto di quei film di epoca vittoriana in cui inseriscono a caso nobili afroamericani giusto per fare numero. Comunque la serie Netflix fu stroncata da tutti, perché hanno sentito tutti puzza di plastica.

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      • io invece sono: puoi anche farmi elena diversa, ma deve essere figa & bionda; anche con parrucca che si vede a miglia di distanza
        le caratteristiche precise che cmq nell’Iliade sono poche, per me devono esserci

        e sotto a quel punto di vista Troy era pure fedele

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      • Si almeno quello Troy lo azzeccava. Invece con quella cosa hanno pure messo in difficoltà penso l’attore di colore che non ha recitato malaccio ma si è ritrovato attaccato da tutte le parti perché appunto non c’entrava niente con Achille. E comunque in quella serie Elena era castana. Non hanno azzeccato mezza roba.

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  3. L’Iliade è la storia di Achille, della sua ira e della sua crescita. Proprio all’inizio viene specificato questo passaggio, nella sua famosissima introduzione. Non parla della guerra di Troia ma solo di una piccola porzione. Ho sempre apprezzato Achille per la sua tridimensionalità, è certamente un personaggio costruito molto bene e che, come hai giustamente sottolineato, viene frainteso certe volte. Un’ottima analisi che ho apprezzato!

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