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Off-Topic: non sono una persona inclusiva

Ebbene si, esco allo scoperto.
Non sono una persona inclusiva.
Nel senso che non sono una persona capace di non discriminare ogni singola minoranza esistente.
Ci provo.
Mi informo, cerco di capire, cerco di trovare il modo di evitare.
Però a un livello basico, inconscio forse, so di non essere una persona inclusiva.
Ad esempio trovo molta difficoltà a capire il non-binarismo di genere. Trovo difficoltà a non trattare diversamente qualcuno di diversa etnia dalla mia.
Perché?
Credo dipenda in parte da come sono stata cresciuta. Io vengo da un piccolo paese, dove l’unico ragazzo apertamente omosessuale che c’era alle medie veniva regolarmente preso in giro.
Dove non erano presenti molte persone di minoranza etnica e quelle che c’erano venivano sistematicamente emarginate.
Penso dipenda dalla mia famiglia abbastanza aperta mentalmente, ma che era a sua volta cresciuta nell’Italia chiusa e bigotta che tutti conosciamo. Penso dipenda da tanti fattori, televisione, cultura interiorizzata, misoginia interiorizzata. Ricordo che ci fu un caso di revenge-porn in paese, in cui tutti se la presero senza troppo con la ragazza minorenne e non con il suo fidanzato che aveva divulgato le sue foto e i suoi video ovunque. Al liceo non è andata meglio, in classe mia c’era una ragazza disabile costantemente emarginata, complice anche il fatto che i suoi stessi genitori non accettassero la sua condizione.

Penso sia impossibile non lasciarsi condizionare da queste cose.
Ad esempio per molto tempo non ho capito i transgender, perché lo facessero e quale fossero le loro motivazioni. Va anche detto che le persone transgender non sono poi così tante, io di persona non ne conosco nessuna. Penso che con la conoscenza di persona le cose cambino molto.

Tramite youtube e social media un po’ ho cercato di informarmi e di capire. Queste cose richiedono tante informazione, devi capire dove sbagli e poi agire di conseguenza. Ma mi sento ipocrita a fingere che non esista pregiudizio in nessuno di noi. Vedo tanta ipocrisia in questo, in persone che utilizzano l’inclusività come facciata.

Preferisco ammettere infine che non sono una persona inclusiva. E che credo che del pregiudizio esista in ognuno di noi. Che avremmo tutti delle difficoltà ad accettare determinate situazioni, anche se questa cosa ferisce delle persone.
Penso sia molto importante l’informazione, il tentare di capire le altre persone e cercare nei limiti del possibile di non discriminare nessuno, certo. Però so anche che è molto difficile.

Penso che sia positivo che la Generazione Z invece stia crescendo con canali di informazioni sempre aperti. Che la prossima generazione sarà quella immersa in una cultura ben diversa da quella in cui sono cresciuta io e molti come me immagino.

A noi penso non resti che provare ad andare incontro agli altri, per quanto possibile. Ma non penso ci sia niente di male ad avere dei pregiudizi, ciò non fa di nessuno un mostro, semplicemente è importante provare ad andare oltre. A insegnare ai nostri futuri figli un tipo di comportamento e una serie di valori diversi dai nostri.

Non penso sia possibile un cambiamento imposto (vedi schwa) dall’oggi al domani, in cui io ti impongo una cosa perché sono arrabbiato. Hai ragione ad essere arrabbiato, perché quando uno è discriminato è giustamente arrabbiato. Però così facendo, non si risolve niente. Non esiste un rimedio miracoloso, una lettera o una vocale che come una bacchetta magica risolve ogni cosa.



88 risposte a “Off-Topic: non sono una persona inclusiva”

  1. Sicuramente non esiste una bacchetta magica per nessuna situazione al mondo.
    Una cosa mi ha colpito, se tu hai un pensiero, più o meno condivisibile, va benissimo. Ma se ti ritieni ipocrita perché necessariamente pensi lo debbano essere anche gli altri?

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    1. Non mi ritengo ipocrita. Mi sembrano ipocriti alcuni atteggiamenti di chi vuole sembrare inclusivo a tutti i costi, quando è palese che non sia così. Mi riferivo soprattutto ad alcuni scrittori e ovviamente a Netflix che inserisce sempre una minoranza a caso anche dove non c’entra niente ( vedi Achille di colore nell’adattamento dell’Iliade).

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  2. Nemmeno io lo ero, ma la mia era solo ignoranza. Si può cambiare, ad ogni età, credimi.

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    1. Si però credo che a un livello più inconscio i pregiudizi con cui sei cresciuto un po’ ti condizioneranno sempre

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      1. Dei pregiudizi ci si può liberare.

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      2. Non so se guardi Modern Family. Per me quella serie lì è abbastanza emblematica, perché ti mette di fronte a un figlio gay di un padre cresciuto con la mascolinità tossica. Jay, il padre, ha lavorato molto sull’accettazione, ma ci sono delle cose che fa difficoltà ancora a vedere, nonostante i suoi sforzi. Però è bello vedere che per amore di suo figlio, cerchi di migliorarsi, anche se alla fine non sempre è a suo agio con la situazione.
        Penso sia bello perché non idealizza un rapporto, ma racconta come sia possibile salvare un rapporto nonostante i pregiudizi che hanno causato dolore a entrambi per lungo tempo.

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      3. Si, l’ho vista tutta quella serie! Jay, laddove non sempre comprende, accetta. È questo il segreto.

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      4. Esattamente! Però ecco un po’ di pregiudizio lo avrà sempre, essendo cresciuto in quel contesto. Questo dico io. Mentre magari Lily non lo avrà mai.
        Non so se ti ricordi l’episodio di Jay che dice che non ha pianto nemmeno al funerale del padre, tanto lo ha segnato quell’educazione del maschio tossico. Credo che per quanto uno si sforzi, un po’ gli rimarrà sempre quel pregiudizio con cui è cresciuto.

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      5. Si, lo ricordo. Infatti Jay è praticamente un miracolo che sia così 😅

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  3. Sono d’accordo con te sul fatto che non siano situazioni facili da comprendere, soprattutto quando ne siamo fuori ed è apprezzabilissimo ammettere di non essere una persona inclusiva. Avevo letto male, in ogni caso è bello che si parli delle diversità in un mondo per certi aspetti in continua evoluzione e cambiamento. Non so se si tratti di evoluzione, ma di fatto certe realtà esistono ed è giusto prenderne atto.

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    1. Secolarizzazione. Per questo dico che i social sono un grande strumento se usato bene, perché partendo dall’informazione si può fare molto. Molte persone trans hanno combattuto il pregiudizio raccontando semplicemente la loro storia su youtube

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      1. Infatti è sempre l’uso che si fa dei social a fare la differenza!

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  4. Achille di colore mi mancava.

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    1. Eh guarda la serie tv fu massacrata, non tanto per Achille, ma perché insomma era un’americanata

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      1. Di americanate su Netflix ne ho trovate tante

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      2. Questo dico, cercano di essere inclusivi facendo cose a caso. Per me è questa ipocrisia

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      3. In questo sono d’accordo

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  5. Visto che da meridionale ho subito molti pregiudizi, sono dei tempi che a mio padre non affittavano la casa perché meridionali tanto per intenderci, eravamo tutti delinquenti, ho imparato a giudicare persona per persona.
    Mai discriminato nessuno.

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    1. adesso che lo so non ti frequenterò mai più.

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      1. Spiacente. Penzavo fossi di Cermania e portafi bretelle e brakette korte. Raussss.

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    2. Purtroppo anche questo tipo di discriminazioni sono ancora vive, ed in particolare mi ricordo due anni fa che il “giornalista” feltri (scritto volutamente in minuscolo) ha detto che i meridionali sono tutti inferiori.

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      1. … E pure con emoji sbagliate 🤣

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      2. Appena in tempo per un off-topic. Se ti interessa tre articoli più in giù c’è un mio inedito

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      3. Ok, dopo leggo: sono curioso 😊

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      4. Grazie per l ‘interesse!

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  6. Avatar Paola Pioletti70
    Paola Pioletti70

    Ho molto apprezzato la tua sincerità e la volontà di capire i motivi.

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    1. Credo che la sincerità sia un primo passo per cambiare le cose, senza false ipocrisie

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      1. Avatar Paola Pioletti70
        Paola Pioletti70

        Certo i dialoghi sinceri portano sempre qualcosa di buono….

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  7. Sono assolutamente d’accordo che dietro tanta inclusività apparente ci sia soltanto ipocrisia, o peggio ancora una necessità di seguire mode imposte. Come per le serie tv che, come dici tu, inseriscono minoranze a caso dove non c’entrano nulla, così anche per la pubblicità, subito pronta a raccogliere certe tendenze, quando fanno vendere di più.

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    1. Non per dire…ma con l’andazzo di porre almeno un modello di colore in ogni pubblicità si toccherà l’assurdo con uno spot del Ku Klux Klan con Eddy Murphy come testimonial…

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    2. Quando poi dietro, a tirare le fila della produzione, sono sempre gli stessi bianchi privilegiati.

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  8. Scopro con orrore che non se All Inclusive. Ti farò causa per pubblicità ingannevole.

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    1. Eh sono dovuta uscire allo scoperto, era necessario

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      1. Pensa che quando ero assistente art director a Milano, tanto, ma tanto tempo fa…si era aperto un dibattito sul possibile uso dell’ironia da parte di un agenzia che aveva come cliente una nota marca di pollo…e non erano tempi come oggi…

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      2. ma secondo me l’ironia ci sta, dipende dal contesto. E dipende anche dal pubblico. Il pubblico generalista a volte, anzi quasi sempre, non coglie il sottointeso o l’ironia (vedi la censura di Scrubs per la blackface)

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      3. stiamo parlando del 1984…e l’headline della nota marca di pollo avrebbe declamato (foto con ragazzo di colore che addenta coscia di pollo)…A me piace la carne bianca. Gli account vennero fustigati per averla presa in considerazione.

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      4. Mmm, forse ripeto, non tutti avrebbero colto l’ironia e avrebbe interpretato la cosa come razzista, trattandosi di pubblicità diretta a tutti mi sembra logico andare con i piedi di piombo

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      5. Si, effettivamente li impiombarono….ma dobbiamo pensare che la proprietà la prese in considerazione…meditate, gente meditate…

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  9. Porsi questi dubbi è già un successo. Sei giovane, troverai le risposte dentro di te.

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    1. Guarda i dubbi di sicuro non mi mancano

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  10. Apprezzo la tua onestà, ma anche la voglia di venire incontro e di riconoscere, e scoprire le cause, di alcuni limiti.

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    1. Credo dovremmo partire un po’ tutti dall’onestà.

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  11. Una boccata di onestà fa sempre bene allo spirito.

    Anche io, se mi guardo con onestà, ho abbastanza pregiudizi verso le minoranze (d’altronde sono una scimmia che teme le scimmie “diverse”).
    Tuttavia se penso al singolo, all’essere umano specifico che appartiene a quella minoranza, mi sento abbastanza in sintonia. Per molti anni infatti mi sono sentito un alieno, mi sono sforzato nel tentativo di essere “normale” facendo una gran fatica. Non è tanto bello sentirsi così.

    Penso come te che i cambiamenti culturali richiedono molti molti anni. L’importante è non scadere in pecionate o in forzature stonate che non fanno altro che aumentare la resistenza al cambiamento anziché favorirlo.

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    1. Si la resistenza al cambiamento è inutile, è solo un voler forzare una cosa a rimanere tale per sempre. Come se l’accettazione ti togliesse qualcosa come essere umano (sono una madre! Sono cristiana! Non me lo toglierete! cit).

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  12. A me i pregiudizi non dispiacciono. Li ho subiti e sono sempre stato un “underdog” per un motivo o per un altro, ma la cosa mi ha sempre divertito. Stupire gli altri è una delle sensazioni che preferisco. Ti credono in un modo, e poi dimostri loro di essere tutt’altro… è terribilmente appagante.

    Credo che la paura di avere pregiudizi o di essere pre-giudicati sia spesso irrazionale. Le persone sono stupide, sì, ma non matte: possono guardarti dall’alto in basso se non ti conoscono, ma possono benissimo cambiare idea quando ti conoscono. È il modo in cui mi comporto anch’io: tendo a credere, per esempio, che una persona obesa sia pigra e priva di forza di volontà, ma è possibile che, conoscendola, mi ricreda. Non mi sembra così terribile… considerando anche che i pregiudizi esistono per un motivo: nella media ci azzeccano, o non esisterebbero.

    Detto questo, i pregiudizi possono comportare problemi se chi li ha è irremovibile nelle sue posizioni. In tal caso, però, credo che il problema sia della persona piuttosto che dei giudizi in sé, poiché dimostra di non essere interessata a conoscere davvero chi ha davanti, mantenendosi sulla superficie. Ed è inevitabile che, prima o poi, tale comportamento finisca per danneggiare la persona stessa, oltre che gli altri. Insomma, se non sei interessato a conoscermi, non potrai mai apprezzarmi, che tu abbia pregiudizi nei miei confronti o meno, e resterai chiuso nel tuo guscio per sempre.

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    1. Si comunque cercare di fare opposizione al cambiamento, alla società che diventa più aperta, è un errore sempre, si tratta di ottusità. Anche io trovo i pregiudizi e l’umorismo che ne deriva incredibilmente divertenti, specialmente l’umorismo che è un ottimo modo in realtà per smontare la gravità di un pregiudizio.

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  13. […] le prescrizioni di corretto comportamento. Anche per questo ho apprezzato un post molto sincero di henye98 sull’inclusività. Di mio sull’argomento posso aggiungere solo che l’errore che […]

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    1. Grazie mille per la condivisione!

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  14. anche io ho notato di essere molto chiuso e in certi versi retrogrado
    ma forse, cambiando aria possiamo migliorare eh

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    1. si, anche secondo me un po’ di pregiudizio rimane sempre, purtroppo.

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  15. tranquilla, sei in buona compagnia, io penso che siano in molti a pensarla come te, anche se poi magari si fanno vedere aperti al prossimo. Spesso ciò che vedi non è ciò che è reale, quindi ho apprezzato questo tu pensiero sincero, che non offende nessuno, ma mette in chiaro alcuni lati del tuo carattere, che non è giusto nascondere, d’altronde ognuno è fatto a modo suo..👍😉

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    1. Ma più che altro alcuni lati della mia educazione e dell’ambiente in cui sono cresciuta

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  16. Credo che i transgender siano più di quanti si mostrano tali proprio per l’incapacità degli altri di accettarli – non credo che devi sforzarti di capirli, la soluzione è solo accettare, te sei te e loro sono loro

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    1. Si ma comunque parliamo dello 0, 3 % della popolazione, forse anche meno , non è così scontato incontrare qualcuno

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      1. anche se fosse uno solo al mondo e si sente così chi non lo è secondo me deve accettare e non pretendere un cambiamento – comunque non era una critica a te, 🙂
        la società ci spinge ad essere tutti normali

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  17. Complimenti per la sincerità e la coerenza che esprimi in questo post!!! Anch’io ritengo che dietro a tutta questa inclusività apparente vi è soprattutto ipocrisia, l’accettazione non può essere né imposta per moda e tanto meno per questo accettata da tutti noi, ognuno ha i suoi limiti ed è anche giusto che sia così, soltanto il tempo e la giusta conoscenza potranno incidere e cambiare forse questi limiti.

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  18. Parto da un punto: anche io sono contrario all’”inclusività”. Il termine mi sembra pericolosamente ambiguo: pare che ci sia un recinto entro cui dobbiamo fare entrare delle persone a cui abbiamo attribuito una patente di “normalità”. Invece il punto è proprio che dovremmo abbandonare un mondo in cui alcuni possono dire ad altri “ok, puoi vivere la tua vita ed il tuo corpo come ti piace”. Come ha scritto non ricordo quale scrittrice, al tavolo del patriarcato non ci si siede: lo si ribalta.

    Che il pregiudizio esista è un dato di fatto: anzi è il punto di partenza dell’analisi di molto transfemminismo; ma dobbiamo capire che quel pregiudizio non è “naturale”: è culturale, deriva dal clima in cui viviamo e da quello che ci viene insegnato (a partire dal fatto che ci sono delle cose “da maschio” e delle cose “da femmina”). Nonché dal linguaggio che parliamo: ed ecco perché non condivido il tuo appunto finale sulla schwa. Il modo in cui parliamo influenza, e pesantemente, il modo in cui pensiamo: non cambierà le cose dall’oggi al domani, ma fa al minimo comprendere che un problema esiste.

    Perché poi dice che l’uso della schwa è imposto?

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    1. Non so se è chiaro ma sono d’accordo sul fatto che il pregiudizio nasca dal contesto in cui uno è cresciuto, è proprio quello il tema.

      Dico che schwa è imposto perché parte dallo scritto e da un’elaborazione intellettuale, non da una spontanea evoluzione della lingua che tutti gli studiosi dicono provenire dal parlato. Sono apertamente contraria alla schwa in quanto non è italiano e posso capire l’utilizzo ideologico, ma trovo assurdo che venga utilizzato nei documenti ufficiali o nei romanzi, perché appunto non è italiano.
      La cosa che mi da più fastidio dello schwa è che se dici questa cosa e opti per il maschile sovraesteso, si scatena il pandemonio. Anche perché ripeto si ignora deliberatamente il parere degli esperti, e come atteggiamento mi sembra nocivo.
      Mi sembra fascismo inverso. Puoi avere una tua opinione, ma se non mi trovi d’accordo non vuol dire che io sia fascista, semplicemente non incontra la mia idea di lingua.

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      1. Ed infatti sono d’accordo con te. Quel che dico è che dovremmo fare lo sforzo anche noi che siamo cresciuti in quella cultura di metterla in discussione, non accettarla come ormai data e rimandare tutto alle nuove generazioni.

        Be’, in fin dei conti è una battaglia, quindi ovviamente chi sostiene l’utilizzo della schwa (che a scanso di equivoci io non utilizzo, senza grosse criticità… ma forse è perché sono un blogger insignificante:-) ) lo fa in modo piuttosto “focoso”. E tu sicuramente ne sai più di me, ma ho sentito di linguisti che ne appoggiano l’utilizzo.

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      2. Nessuno rimanda alle future generazione, penso semplicemente non avranno alcuni aspetti che in noi sono interiorizzati.

        Comunque schwa è appoggiata da una sola linguista, Vera Gheno, che non riesce ad appoggiarla, ma semplicemente dice “sperimentiamo, sperimentare non è sbagliato” altrimenti tutti i linguisti sono contrari.

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      3. Non ne sono sicuro. Saremo sempre noi a crescerli, e se loro saranno diversi sarà perché noi abbiamo combattuto i nostri pregiudizi.

        Ok, era proprio lei che conoscevo :-).

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      4. Esattamente, era quello che dicevo anche io. Purtroppo noi dovremmo forzarci, perché il nostro background non lo possiamo cambiare. Già siamo migliori in questo rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto, immagino per questo che le prossime saranno ancora meglio.

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  19. Mala tempora currunt…ho molto apprezzato la sincerità del tuo post e il tuo percorso di riflessione dalle radici fino ad oggi. Complimenti davvero 🌺👏

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  20. Argomento abbastanza difficile da trattare, non lo si può nascondere. Forse non sarai una persona “inclusiva” come credi di dover essere, ma da quello che ho letto non sei nemmeno “esclusiva”. Sai riconoscere le diversità degli altri e, anche se non le capisci, mi sembra di capire che tu le accetti. Forse, il problema di questo mondo è appunto il voler “capire” tutto. A mio parere, se una persona ha un orientamento sessuale diverso dal nostro, una disabilità, o delle idee diverse non c’è nessun bisogno di capirle, quanto di rispettarle. Io sono bergamasco e la mia gente è notoriamente chiusa, eppure noto che spesso questa chiusura preserva anche le diversità: dato che non andiamo a sbandierarle i giro e non vogliamo imporle per risultare forzatamente inclusivi, ognuno è libero di essere sé stesso e farsi gli “affari” propri. Un ragazzo che conosco, una volta mi ha confessato che poteva essere omosessuale. Io non ho battuto ciglio e gli ho detto con semplicità che il suo orientamento sessuale non cambiava nulla di quello che lui era. Non ho voluto capire perché fosse omosessuale, ho solo accettato la cosa.

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    1. Si si lo so, ma il discorso è che da una parte abbiamo inevitabilmente dei pregiudizi, e la gente giustamente potrebbe essere ferita dal nostro comportamento. Ma dall’altro, se non siamo abituati ad avere a che fare con un certo tipo di diversità, è impossibile pretendere una comprensione che forse non raggiungeremo mai. Ripeto l’importante è provare.

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  21. I pregiudizi fanno parte della natura umana e a volte servono per evitare situazioni che potrebbero essere spiacevoli, ma molto spesso purtroppo sono la base di vere e proprie discriminazioni sistematiche di chi non si vuole aprire e ci marcia sopra come può. Il tuo è un discorso apprezzabile e assennato che comunque in parte comprendo perché a volte non basta informarsi e basta. È impossibile capire ogni argomento alla perfezione e farlo proprio ma l’importante è almeno provare ad aprirsi e non rimane nella proprie convinzioni magari derivate da fonti che vogliono alimentare la disinformazione. Siamo esseri umani ed è normale avere dei limiti, nessuno potrà mai comprendere qualsiasi argomento nella totalità.

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  22. E’ un argomento complesso e molto delicato, soprattutto perché va a toccare due cose apparentemente inconciliabili: i nostri bias cognitivi, che esistono per aiutarci a semplificare la realtà e prendere decisioni rapide, e la necessità legittima da parte delle minoranze di qualsiasi tipo di essere riconosciute. La questione dell’italiano inclusivo, per me, ne è un esempio: riconosco le istanze di chi non si sente rappresentato dalla struttura grammaticale italiana, ma considero asterischi e schwa un’aberrazione linguistica, mi dà fastidio trovarli in un testo e non riesco a pensare di usarli.

    Proprio come te, anch’o faccio fatica, a volte, a comprendere alcune posizioni, e l’identità di genere è una di quelle: tante sfumature della comunità LGBTQ+ mi sfuggono, e anche se leggo, mi informo e cerco di imparare semplicemente non capisco – probabilmente perché non ci sono passato e non l’ho vissuto in prima persona. Proprio stamattina leggevo un articolo scritto da una persona nonbinaria sulla questione dei pronomi, ed è stato molto interessante; te li linko qui, nel caso volessi leggerlo (https://www.thecut.com/article/brock-colyar-pronouns-nonbinary-essay.html#_ga=2.62281260.1874661689.1655740299-1777003169.1628372377).

    E’ vero, come dice qualcuno nei commenti, che la risposta è accettare anche quando non si comprende, ma per me non è così semplice saltare la fase della comprensione per arrivare all’accettazione. Credo che sia inevitabile nutrire un qualche tipo di pregiudizio, perché secondo me la nostra mente è fatta così proprio in virtù dei bias cui accennavo sopra: semplifichiamo la realtà per poterla interpretare e potervi agire, e anche se non possiamo evitarlo è importante esserne consapevoli e cercare di vedere oltre; ci provo, ma non è sempre facile.

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    1. Grazie mille per il commento, davvero intelligente e ben articolato.

      Si penso che i pregiudizi siano insiti nella natura umana, è inevitabile. Ripeto uno può cercare di informarsi e avere un atteggiamento aperto e conciliante. Ma più di così sarebbe chiedere troppo.

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  23. Io ho sempre cercato di essere molto inclusivo e di capire a fondo quanto fosse varieggiato questo mondo. Sono affascinato dalla sua diversificazione e ho cercato sempre di approfondire le questioni riguardanti le minoranze. Mi ha sempre affascinato e mi fa soffrire vedere tanto odio per il diverso. Le persone non capiscono questo mondo, si basano su sentito dire e/o stereotipi e pensano che il diverso voglia solo rubargli tutto quanto. C’è un odio in giro che mi spaventa ma anche una grande ignoranza. Tanto di cappello a te che hai fatto in modo di informati.
    Se poi parliamo di inclusività ad esempio nel cinema, lì il discorso è diverso. Io sono d’accordo, ma certe volte mettono personaggi di minoranze totalmente a casa, come se volessero dire “ehi, siamo inclusivi, visto?” quando invece ottengono l’effetto contrario. Bisogna pensare molto bene a certe cose, non metterle a casa.

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    1. Si uno si informa, più di così che deve fare?
      Cioè credo l’unico atteggiamento sbagliato sia il respingere tutto ciò che è sconosciuto e sentirsi minacciati da esso.

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      1. L’unico atteggiamento sbagliato è proprio quello. Vedere il diverso o quello che non si conosce come una minaccia e cercare di eliminarlo. Una cosa che ho imparato è che le persone rendono a dare più rilievo a certe “minacce”. Ad esempio per certi geni sono i transgender la vera minaccia, nonostante siano una minoranza e tutto quello che chiedono sia solo dei diritti. Poi invece quando si parla di vere minacce come il cambiamento climatico, questi ignorano la questione. Le persone non sanno giudicare, questa è una cosa che ho imparato bene.

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      2. Si c’è una scollatura tra pericolo reale e pericolo percepito.

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  24. Purtroppo nei paesini piccoli c’è sempre stato un bigottismo di fondo verso tutto ciò che non rispetta i soliti cliché, e io l’ho provato sulla mia pelle, visto che sia alle medie che durante l’adolescenza sono stata più volte insultata, derisa ed emarginata, perchè avevo (ed ho tuttora) un fisico curvy (e non filiforme come i modelli standard imposti), perchè sono bisessuale, ed anche per via della musica che ascolto (io infatti sono sempre stata una fan sfegatata di Cocciante e delle sorelle Bertè, ed io mi ricordo al Liceo la derisione da parte di una professoressa che mi ha detto “Ma tu sei giovane, come fai ad ascoltare la musica di un depresso, di una pazza e di una che ha sempre portato sfiga?”): ancora oggi, se ripenso a quei momenti, provo ancora tristezza e rabbia.

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    1. Guarda non ho aperto il discorso peso, bullismo legato al peso, perché finivo domani mattina. Dove sono cresciuta però ti posso dire che hanno standard di magrezza irraggiungibili, e c’è stato addirittura uno dei casi di anoressia più gravi d’Italia.

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      1. Davvero? Comunque in questi paesini ci sono situazioni vergognose, ma fortunatamente so che nelle grandi città c’è molta più inclusività (lo so, perchè sto facendo tutoraggio di inglese tra Cuneo e Torino, e in entrambi i posti non ho mai subito discriminazioni), ed in particolare sono rimasta molto colpita dai napoletani, che la scorsa settimana in Piazza del Plebiscito hanno gridato tutti in coro verso Vanezza Incontrada (una donna a parer mio stupenda) “Sei bellissima”.

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      2. Ti dico secondo me al di là dell’ottica di paesino, poi crescendo queste situazioni diminuiscono.

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  25. esistono tante parole inutili e inclusiva è una di queste… tra le prime in classifica in questi anni dove conta la fuffa/immagine e la sostanza/essenza costa troppa fatica.

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    1. Comunque è un dato importante il fatto che per avere successo oggi sia necessario essere inclusivi. Il problema secondo me è che è una cosa molto di facciata.

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