Le Creature del Verde- Parte 3

Siamo arrivati alla fine anche di questo racconto, grazie a tutti per l’attenzione e i preziosi commenti!

Vi lascio qui i link per le prime due parti.
https://libriitaliani.wordpress.com/2022/06/14/le-creature-del-verde-parte-1/

https://libriitaliani.wordpress.com/2022/06/15/le-creature-del-verde-parte-2/

Non ho cercato di rubare il ruolo di Aster.

Non ho mai detto che Aster non era in grado, non ho mai detto che Aster non poteva farcela. Sarebbe stata un’Unica valida in un altro tempo, in un altro momento, contro nemici meno crudeli e potenti. Sarebbe stata un’Unica valida finchè il compito delle sue fate è stato semplicemente quello di portare il verde al mondo e sopravvivere per se stesse. E per i piccoli screzi quotidiani. Ma non aveva mai avuto la capacità di guardare il quadro genereale, di affrontarlo.
E poi a differenza mia, era troppo indulgente. Con tutti.
Con se stessa sopratutto.

Per molto tempo mi sono presa io le sue colpe, facendole mie, come se questo potesse risolvere qualcosa.

Ma questi sono tempi difficili. E tempi difficili richiedono eserciti, e decisioni.

Il mio primo gesto da Unica fu convocare Mughetta e Iris, e ordinare a tutte le altre di produrre quanto più veleno possibile.
Lavorarono giorno e notte. E furono brave, mi diedero ascolto con un’obbedienza che non mi sarei mai aspettata. Ma non dormii mai con loro, tornavo sempre alle tane dei ghiri.
Iris diceva che ormai potevo anche perdonarle. Ora che si erano abituate a me e avevano imparato ad accettarmi.
Ma io volevo passare il mio tempo con i ghiri. Temevo di perderli.
Nei mesi successivi io, Iris e Mughetta ci recavamo nei nidi, spargevamo il veleno, e uccidevamo qualche Gigante. Io li uccidevo anche col mio potere. Ma più ne uccidevamo, più ne arrivavano da fuori, in massa.
Io mi aspettavo che prima o poi sarebbero diminuiti. Non avevo una reale idea di quanti fossero.
E le Fate del Verde erano ogni giorno più stanche e stremate. I Giganti provarono anche ad attaccarci e a ucciderci nella Foresta, ma non riuscirono a trovarci, ero stata previdente, ci avevo nascoste bene.
Continuavo a cercare con i miei occhi nelle mani segnali dal futuro, che potessero dirci che la nostra lotta stava giungendo al termine.

Mughetta mi diceva di desistere, e cercare un nuovo posto, lontano dove non avrebbero potuto trovarci.
E alla fine mi convinse a lasciar perdere quel mattatoio per Giganti che avevamo messo in piedi.
Proporre alle Fate di lasciare casa fu doloroso. Amavano il Prato. Proporlo ai ghiri poi, fu anche più difficile.
Quanto agli altri animali, mandai Iris ad avvertire le Fate degli Animali. Loro avrebbero potuto scortarli tutti al sicuro.
Preparammo tutto come doveva essere fatto. Pelli di cicala, le mute dei serpenti, i tronchi marci, i nostri vestiti e le nostre case. Con le borse sulle spalle, e con le antenne basse. Non pensavo sarebbe stato così doloroso emigrare.
Era una sconfitta, sotto ogni punto di vista. E niente ci garantiva che un giorno i Giganti non  ci avrebbero raggiunto anche lì, nel luogo del nostro esilio. Qualunque esso fosse

La sera prima di partire dissi a Mughetta che mi dispiaceva
«Ti dispiace per cosa?»

«Di non aver fatto abbastanza»
«Hai fatto moltissimo Gin»
Sentì le lacrime riempirmi gli occhi «Io ho pregato tanto» dissi «chiunque ci ascoltasse, per salvarci»
«Gin, va bene così»
Ma non placò i miei singhiozzi «Io ho pregato tanto» ripetei  «avrei tanto voluto fare di più»

«Hai fatto moltissimo Gin, ci hai dato speranza» disse lei stringendomi le mani.

Lo sapeva, che ci avevo provato.

*

Mi allontanai dalla Foresta di soppiatto.
«Smettila di seguirmi Aster» gridai
«Sono proprio maledetti quei tuoi occhi» mi rispose la vecchia Unica dagli occhi viola. La vidi nella tenue luce della luna «e l’ultima volta che ti vedo, e lo so» mi disse «forse il terzo occhio questa volta ce l’ho io»
«Che cosa vuoi Aster?»
«Dirti che mi dispiace» rispose lei «e che hai fatto un buon lavoro»
«Un buon lavoro? Io ho fatto un capolavoro in confronto a te» .
Lei chinò la testa «Non servirà quello che stai per fare, lo sai si?»
«Se devo vivere con questa rabbia che mi schiaccia, non voglio vivere»
«Addio allora Gin»
«Addio».

So che era un piano suicida, lo so perfettamente. Ma non sarei fuggita, non glie lo avrei permesso. Anche solo farla pagare a uno di loro, mi sembrava accettabile come prezzo la mia vita. Non me ne sarei andata strisciando.
All’inizio andò bene, li attaccai nel sonno, piccola e letale, iniziarono a morire uno dopo l’altro sotto il mio tocco.
Era talmente soddisfacente che dimenticai  l’orrore del mio potere terribile, che madre natura mi aveva dato. Per un misero scintillante momento fu facile. Scoppiai in una fragorosa risata, priva di gioia.

Il Gigante cercò di prendermi, ma ero troppo veloce.

«Perchè stai ridendo?» domandò con la sua voce tuonante.

«Immaginavo solo» come se avessero potuto capire. Come se avessero potuto immaginare « il mondo prima che arrivassi tu» di nuovo il mio tocco, che gli tolse la vita. Mi guardò mentre i suoi occhi si spegnevano.

Era bello. Era bello.
Eppure era terribile.
E non sarebbe stato di aiuto a nessuno. Nè mi rendeva troppo diversa da loro. Loro, condannati come me, a portare solo morte. Loro persi in un oblio senza fine, senza alcuna coscienza a salvarli.
La rabbia che mi circondava, svanì.
Era meglio tornare dalle Fate, era meglio scappare con loro.  Ero la loro Unica, e quella vendetta non avrebbe portato a niente.
Ma una mano gigante mi spiaccicò a terra impedendomi di fuggire. Era un altro di loro.
Erano davvero creature terribili.
Non riuscii a ucciderlo.  Era tutto così chiaro. Finalmente ci vedevo sul serio.

Mi chiesi quanto tempo avessi passato nelle tane dei ghiri. E mi riscoprii contenta di esserne uscita fuori e aver combattuto. E di avere qualche speranza ancora. Per tutte noi. Persino ora, nonostante senta gli occhi stridere, ciechi ormai sanguinanti, nonostante non veda più niente, non mi sento più cattiva. Ho dispiacere per tutto il resto, per me stessa e per come potrebbe andare, perchè so che non lo scoprirò mai.
Ma ciò che mi stupisce , e che forse continua a stupirmi anche adesso, è il dolore che provo non per me. Ma per questo Gigante che mi ha uccisa.Fine del verde, dell’acqua, dei ghiri, e inevitabilmente di tutti loro Giganti. Anche se non erano capaci di vederla, persi nella loro ottusità.
«Che cosa ci fa qui, una creatura così deforme? » mi domandò con la sua ridicola voce «che cosa ci fa una creatura così debole?»
Sorrisi serenamente mentre il sole si spegneva su di me.
«Sei tu il debole, perché porti solo morte. E mi dispiace per te»

Devo condividere assolutamente la canzone che ha ispirato tutto questo.

50 risposte a “Le Creature del Verde- Parte 3”

    • A inizio anno, verso gennaio, come mai questa domanda?

      Non ti preoccupare se ti è piaciuto meno, lo capisco, sono profondamente diversi. Nel racconto mi piace sperimentare, non so se mi spiego, il climax, l’anticlimax e così via. Anche come situazioni, le fate di Creature della Notte erano polimorfe, queste qui sono insettoidi

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      • Perché la descrizione del “capo” di queste fate mi ha fatto pensare a certe mie riflessioni sull’inettitudine di chi occupava le posizioni di leadership quando è scoppiato il Covid.

        Ma quindi era una cosa voluta? L’anticlimax dico.

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      • Guarda la cosa del covid non era voluta, anche se la trovo calzante, forse sono stata influenzata indirettamente da tutto il periodo che stiamo vivendo da due anni. Comunque c’è un’incapacità politica a gestire l’emergenza. Gin forse è più preparata perché non si è mai adagiata sugli allori, ha sempre passato molto tempo a cercare dentro sé stessa, anche perdendosi talvolta.

        L’anticlimax era voluto, perché mi piace sperimentare con questi racconti

        Piace a 1 persona

  1. Eccomi: ho riscontrato alcuni refusi già segnalati nel brano prima e un po’ mi ha stupito l’assenza di punteggiatura (punti fermi in particolare) alla fine dei dialoghi. Però è una scelta che si può anche dire stilistica e quindi ci sta.

    Detto ciò, credo che si sia data un’accelerata decisa e quindi, in un certo senso, qualche passaggio mi è apparso un po’ “ampio” a livello di trama.
    Comunque è stato un viaggio davvero piacevole, con interpretazioni variegate e punti di vista davvero sottili che costringono anche a riflettere: brava! 🙂

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  2. Ho veramente apprezzato questo tuo racconto. Finalmente sono riuscito a leggere quest’ultima parte e devo ammettere che mi ha davvero emozionato, soprattutto la decisione presa da Gin e quel eldestino beffardo legato a coloro che sanno solo distruggere. Hai fatto un ottimo lavoro!

    Piace a 1 persona

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