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La nuova Disney

Come già detto nell’articolo seguentehttps://libriitaliani.wordpress.com/2022/05/07/il-sessimo-della-disney/, la Disney ha sempre avuto un problema con la rappresentazione femminile.
Agli albori la donna che rappresentava era per lo più angelica e passiva. Con il Rinascimento Disney ci fu qualche passo in avanti, anche se alcuni elementi discriminanti rimasero presenti: l’eccessiva magrezza delle principesse e soprattutto il fatto che sebbene fossero più indipendenti, desiderassero come fine ultimo il matrimonio e basta.

Poi accadde che la Disney entrò in crisi nei primi anni duemila. Massacrata dalla scoppiettante Dreamworks e dalla meravigliosa Pixar che alzavano il livello qualitativo delle produzioni di anno in anno, la Disney se ne uscì con opere sperimentali e terrificanti flop. Giungendo a quello che secondo me è il film peggiore della Disney e degli anni duemila, ossia Chiken Little.

Come risollevarsi?

Il primo tentativo fu fatto con Tiana della “Principessa e il Ranocchio”. Prima principessa Disney afroamericana piena di energie e sogni, come tutte le principesse Disney, ma anche la prima ad avere un progetto preciso. Un fine ultimo che non sia l’amore.
La Disney dopo la Principessa Fiona di Shrek e dopo la proposta Dreamworks di una femminilità diversa, provò a tornare in auge con la classica storia della Principessa Disney, ma aggiornata.

Il principe qui per la prima volta è viziato e vanesio, egocentrico e sfruttatore. Principe che Tiana svezza, e che finirà per essere complice e alleato del sogno di Tiana. Al contrario da sempre troppo seria e concentrata sul lavoro.


Tutto il discorso sulla repulsione sessuale presente nella magnifica fiaba originale, è presente o perlomeno non è smentito, sebbene sia edulcorato.
Personalmente considero “La Principessa e il Ranocchio” un gran bel film, un capolavoro Disney con un villain fantastico e delle musiche accattivanti. Ahimè non aveva il tormentone di “Let It Go” in sé e non sbancò al botteghino come si pensava. Mettendo perciò una croce sull’animazione tradizionale, purtroppo.
Poi arrivò “Rapunzel- l’Intreccio della Torre”. Anche qui abbiamo una controparte maschile decisamente innocua e abbastanza scema che si ravvede. Ma la perla del film sta tutto nel gioco sul “Complesso di Elettra”. Con Gothel, altra grande cattiva Disney, che tiene rinchiusa la figlia perché finché la figlia non esce nel mondo, lei non invecchia.

Rapunzel ha un’indipendenza forte, senza mai essere retorica come Merida di “Ribelle- the brave”. Fa tutto da sola, si salva, si libera, va alla ricerca di sé stessa, pur avendo una madre che ha sempre fatto a pezzi la sua autostima. Un discorso che ho sempre trovato davvero affascinante.

Trovo un capolavoro anche Ralph Spaccatutto con la sua principessa difettosa e pidocchiosa. Un film che è davvero piacevole a vedersi.

“Frozen” lo conosciamo tutti. Primo film Disney in cui il rapporto d’amore è quello tra sorelle, e non tra maschio e femmina. Interessante per questo, ma sinceramente lo reputo semplicemente buono, non tutto questo capolavoro.

Direi un film più che altro molto pop. Con dei contenuti interessanti ma senza la complessità di altri film Disney.


Il vero grande capolavoro Disney arriva con Zootropolis. Film che quando lo vidi al cinema mi entusiasmò, perché semplificava da morire un discorso politico complessissimo.

Judy è la protagonista, discriminata in quanto coniglio. Ma in realtà discriminata in quanto femmina fuor di metafora. Il sindaco in una scena fa le foto con lei, vantandosi che sia la prima coniglia poliziotta, quando in realtà poi è solo copertina. Il discorso si basa quindi sulla minoranza utilizzata per facciata, quando di base la società rimane la stessa.
Discorso esteso anche alla discriminazione inversa, che riguarda una volpe, ossia Nick, il coprotagonista, metafora anche lui di minoranza etnica.

Fino a questo film secondo me la Disney compì passi da giganti.
Poi calò leggermente, con film validi ma non alla stessa altezza.

“Oceania” ad esempio lo apprezzai, sebbene abbia problemi di retorica e ritmo. La scelta da qui in poi di eliminare il villain secondo me non è delle più felici. “Oceania” non ci dice niente di nuovo.


La politica in futuro è donna, perché il maschio ha fatto già fin troppi danni, e al massimo può essere redento.

Ecco io penso invece che la Disney potrebbe iniziare a ricostruire la figura del maschio, dopo averla distrutta in tutte le salse.
Ma ormai la direttiva della Disney è di cieca e pura redenzione, quindi che aspettarsi.

Arriviamo dunque agli ultimi due, “Raya e l’Ultimo Drago “e “Encanto.”
Nel primo la debolezza del film è proprio Raya

Protagonista non riuscita con la quale è difficile empatizzare. Protagonista abbastanza scialba, e con poca personalità. In più c’era tutto lo spazio per una storia romantica tra lei e Namaari secondo me

Ma la Disney non ne ha avuto il coraggio ed è un peccato perché secondo me ci stava.
“Encanto” invece ha una protagonista molto interessante e molto simpatica. Una protagonista piena di difetti e col dono dell’empatia. Che vede le crepe e che prende in mano la situazione.

E come “la Principessa e il Ranocchio” fa la parodia delle vecchie principesse Disney attraverso il personaggio di Isabela.
Tuttavia trovo questi ultimi film disarticolati. Troppo celebrali, quando la narrazione per bambini dovrebbe essere semplice a un primo livello e complessa a un secondo livello.

Insomma la Disney sta perdendo di vista un po’ la magia dei suo film, per intavolare discorsi in cui non sempre è a fuoco. Forzando a volta il Girl Power, forzando a volte la retorica esattamente come faceva “Ribelle-the Brave”, anche se Ribelle era della Pixar.

Gli ultimi film li ho trovati una derivazione di un discorso che era stato fatto in precedenza più abilmente e con più smalto.
E poi mi mancano i villain. I villain aiutano a fare un confronto. Senza di essi il film si indebolisce. Perlomeno la narrazione canonica Disney.

31 risposte a “La nuova Disney”

  1. A me dà fastidio che ultimamente la Disney non ragioni su una possibilità: nel momento in cui il centro del film sono un personaggio maschile e femminile, non riesce a renderli grandi insieme, al massimo fa risaltare il personaggio femminile svilendo quello maschile.
    In pratica, non riesce nemmeno a creare un vero piedistallo per il personaggio femminile, al massimo scava una fossa per lui.
    Ci sono eccezioni qua e là, vedi Zootropolis (entrambi imperfetti, entrambi dotati di qualità) ma la tendenza attuale è quella – e se parliamo di cose come Raya… lasciamo perdere, spero che l’ambientazione venga riproposta per qualcosa di più interessante.
    A ogni modo, quando persino il finale di un film confuso come Matrix Resurrection riesce a fare meglio, ci sono decisamente dei problemi!

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    1. Mi trovi abbastanza d’accordo. Ti dico per me ci stava anche distruggere un po’ la figura del principe, che alla fine era un ‘idea irraggiungibile e soprattutto troppo egoriferito. Nei film disney la donna viveva in funzione del maschio un tempo, era un contorno.
      Ti dico ora che però questa “distruzione” del principe azzurro è stata fatta, anche con Frozen che lo ha reso il cattivo, si può anche iniziare a pensare a una figura maschile più dignitosa come Nick di Zootropolis. Ma Zootropolis era un capolavoro

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      1. Ti dirò, il vecchio principe Disney era, spesso e volentieri, un mcguffin.
        Non era manco un vero personaggio, era il trofeo della protagonista di turno (almeno nella struttura della storia, perché nella logica interna dell’ambientazione era il contrario).
        La trovata del principe in Frozen era buona, peccato per altri elementi… alla fine, era una relativa innovazione per la Disney (meccanismi simili si sono visti in Atlantis, pur se non riferiti al “principe”) ma al di fuori del loro tradizionalismo per famiglie, non è certo qualcosa di inedito.
        Alla fine, i film Disney cadono quasi sempre in piedi in virtù del livello tecnico, ma sui meccanismi narrativi c’è poco di ineccepibile, spesso si naviga sulla sufficienza, con le dovute eccezioni.
        E se mai sarò una volpe antropomorfa, voglio essere proprio come Nick XD

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      2. Si si mi riferivo ai principi del Rinascimento Disney

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  2. Io penso che Disney si stia concentrando troppo sulle tematiche in voga, prima tra tutte il Girl Power ormai inserito in ogni dove. Non è sempre efficace forzare la mano, bisognerebbe trovare una certa misura

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    1. Vuole farsi perdonare per gli anni passati

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  3. Io sono un grande fan di “Frozen”, invece: ma forse perché quando l’ho visto avevo le aspettative bassissime. Comunque, ho trovato davvero rivoluzionarie lì due cose: una riguarda il cattivo, e quindi non posso dirla perché è spoiler :-), l’altra è che qui Lasseter “vendica” un’altra delle grandi minoranze discriminate dei nostri tempi, e cioè i giovani. Condivido invece tutto su “Zootropolis”.

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    1. ma vai tranquillo con gli spoiler alla fine è un film uscito anni fa

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      1. Ok: quello che mi è piaciuto di Frozen è che decostruisce la figura del principe; lo dirò fuori dai denti: che mostra che il principe è uno stronzo arrivista, e che le storie che Anna si è raccontata per anni sono, appunto, storie e nient’altro.

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      2. Si Frozen aveva delle cose indubbiamente interessanti, non lo metto in dubbio. Però gli preferisco altri film

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  4. Concordo con molto di ciò che hai scritto, ormai conosci il mio pensiero e non mi dilungo. Ma vorrei spendere alcune parole sulla mancanza dei villain. Per quanto riguarda Moana, il villain è proprio Maui, anche se non rispetta i canoni classici (un narcisista reso comunque simpatico e con una piccola semiredenzione). Per quanto riguarda le ultime produzioni, per me è finalmente un cambio di mentalità che serviva. Mi ricorda tanto il film Il Gigante di Ferro, non so se lo conosci, dove Kent Mansley deve per forza cercare un cattivo a tutti i costi per dare senso alla sua vita e sfogare le sue frustrazioni, essendo dalla parte dei “buoni”, finendo quasi per diventarlo lui (non è un villain, ma solo un ossessionato). Secondo me ci sono moltissime analogie con i malumori riguardanti questo nuovo corso. Io spero che continui così. Comunque La Principessa e il Ranocchio non è stato l’ultimo classico ad animazione tradizionale, fu Winnie the Pooh, nel 2011, a far tramontare questa tecnica.

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    1. Il gigante di ferro mi manca effettivamente. Però Maui più che come villain l’ho sempre visto come un maschi scemo che fa danni.
      Io ricordavo che comunque la decisione di chiudere con l’animazione tradizionale venne dalla principessa e il ranocchio…

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      1. Il gigante di ferro è un film molto carino, se ne avrai la possibilità, guardalo perché (gusti permettendo) merita 😉

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      2. No no ma so che è considerato un grande capolavoro, è una vita che lo devo recuperare.

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    2. Maui non è decisamente il cattivo della storia, il suo comportamento è forse uno dei più coerenti con quello dei vari trickster nelle diverse mitologie (resta da vedere se fosse un trickster nella mitologia originaria). Diciamo che Oceania non ha proprio la figura del villain, al massimo ha nemici come il granchio e degli antagonisti (il padre di Moana, per esempio).
      Anche l’essere titanico di cui non ricordo il nome è, al massimo, una vittima delle buone intenzioni di Maui – anche per questo il semidio sembra più che altro un trickster: anche quando non sono maligne, queste figure mancano spesso della capacità di capire i potenziali effetti nefasti delle loro scelte nel futuro, loro vivono solo il presente.

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      1. Come interpretazione di Maui ci sta, per questo ho parlato di Villain atipico.

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      2. Tutto questo per dire che mi mancano Malefica, Jafar, Scar, sai quei villain vestiti di verde e nero cattivi fino al midollo perché sì.
        Anche se capisco ci stia una visione del male meno netta.

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      3. A me piace il nuovo corso invece. Come in Ralph Breaks the Internet, dove il vero villain erano le proprie insicurezze.

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  5. concordo su diverse parti; personalmente sono anni che non vedo al cinema un film prettamente disney puro
    per me i due migliori finora usciti della nuova disney sono rapunzel e zootropolis; questi ultimi film hanno un canovaccio simile però

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    1. Dipende se sei un appassionato di animazione oppure no. Dal punto di vista tecnico penso la Disney ormai non abbia rivali, però sì ultimamente non tutti i suoi film mi convincono

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      1. a me piace la disney
        non mi piace il lato creativo e produttivo della disney, come trattano le sorgenti e le storie

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      2. Alla fine lì si vede molto l’industria, con il franchise di Star Wars è stato proprio palese.

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      3. a me piace la disney come film d’animazione
        non ho nulla contro l’animazione, anzi intendo

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  6. Sicuramente devo recuperare “Zootropolis”, ma su Raya trovo che la Disney pur non centrando il bersaglio ha preso come modello di riferimento una donna comabttente, simile a quelle che si vedono in vari wuxia come potrebbe essere la Michelle Yeoh de “La Tigre e il Dragone”. Caratterizzazione che però non convince mai appieno perchè le ragioni che la spingono a fare quello che deve non sono veramente avvincenti.

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    1. Si alla fine era la classica storia del devo salvare papà come Mulan ma senza quell’epicità

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  7. La cosa che apprezzo della Disney di adesso sono proprio i personaggi femminili che hanno grande personalità e sono attivi. Da un’altra parte però ha altri problemi relativi alle storie a cui manca mordente, un vero conflitto e molte alte cose. Sono andati avanti per la questione femminile ma sono andati indietro per altre cose. Per i film più bello che hanno realizzato negli ultimi anni sono La Principessa e il ranocchio, Rapunzel e Zootropolis. Comunque non nominare mai più Chicken Little! Ancora faccio fatica a credere che sia un lavoro Disney.

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    1. Mamma mia non so come hanno potuto fare un film così brutto.

      Penso la disney ormai faccia film troppo complessi, e la durata di due ore i bambini non la reggono, è troppo. Io ho lavorato in un cinema, alcuni si sono addormentati, altri sono andati via per alcuni film, perché è normale, non capisco perché non hanno mantenuto il formato da un’ora e mezza.

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      1. Io cercherò di trovare i lati positivi di Chicken Little quando lo recensirò, perché comunque qualcosa di salvabile lo ha, però santo cielo che cosa tremenda.
        Ecco, sai cos’ha perso di fondamentale la Disney? Il ritmo. Fino al Rinascimento e anche con Rapunzel la Disney aveva ritmo, ma negli ultimi tempi ha perso questa qualità, una qualità fondamentale per immedesimare lo spettatore nella storia e nei personaggi.

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      2. Sono d’accordo, i film del rinascimento erano un crescendo continuo in cui tutto portava, forse merito anche della figura del Villain che è sempre un gran collante.

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