Il sessismo della Disney

Walt Disney era tante cose, ma di sicuro non era un progressista. E anche se non so quanto valga come scusa il fatto che fosse un uomo del suo tempo. Walt Disney rappresenta gli USA in tutto e per tutto. Da una parte abbiamo un pioniere visionario che realizza il sogno americano, dall’altra uno schiavista che distruggeva i diritti dei lavoratori.
Sicuramente era razzista, puritano, e ahimé, anche sessista.

Lo vediamo nei suoi primi film.
“Biancaneve e i sette nani” è un capolavoro. Ma se andiamo a fare un’analisi su Biancaneve, non ci vuole molto a notare che a lei vengono attribuite tutte le qualità della perfetta massaia.

La sua voce è angelica, attira gli animali, lei ti prepara le torte e ti pulisce casa. E’ dolce ed aggraziata. Le qualità negative sono tutte rinchiuse nella strega cattiva. Grimilde è bella ma vanitosa, la sua sensualità è aggressiva e terrificante, e tutto ciò degenera nel suo aspetto vecchio e mostruoso. Nel design da bella è una perfetta femme fatale, dalle spalle larghe e il viso austero.

In entrambe le sue forme Grimilde è la femminilità cattiva, e Biancaneve quella buona.
Con “Pinocchio” le cose non migliorarono. La Fata dai Capelli Turchini diventa la Blue Fairy, e il suo ruolo viene ridotto da quello complesso di società e natura dell’originale, a semplice mamma che da la vita e poi scompare. Perciò angelica e assolutamente innocua. Oltre che molto meno presente.

Non a caso le movenze sono quelle della stessa controfigura di Biancaneve, e non a caso il suo aspetto è morbido e assolutamente rassicurante. Ma dello stravolgimento del personaggio ne ho già parlato qui https://libriitaliani.wordpress.com/2022/03/06/le-fate-che-sbagliano-la-bambina-dai-capelli-turchini/
Ovviamente il capello blu scuro da streghetta, fu sostituito con un capello biondo da angelo.

La mamma di Bambi ancora è una riproposizione di queste qualità. E’ solo madre, è passiva, non ha nome, non è nemmeno regina della foresta, ma una specie di concubina del re. La sua funzione si esaurisce una volta svezzato Bambi, infatti muore, e l’educazione intellettuale e politica di Bambi verrà dal padre.

Ma diciamo che la strada del sessismo Disney la vediamo più che altro nei film con le principesse. In successione Cenerentola che è umile e passiva anche lei, non molto diversa da Biancaneve, Cenerentola è un’attesa continua per essere salvata. E ovviamente canta mentre pulisce pavimenti e non si lamenta mai. Il picco lo tocca però Aurora che appare in pellicola per pochi minuti e che non fa assolutamente niente se non danzare con Filippo.

Il fondatore della Disney finché fu in vita non diede prova di grande interesse per l’emancipazione femminile, o semplicemente per dare una personalità a questi personaggi. Il ritratto che ci viene fatto è quello fondamentalmente ideale per un uomo di quegli anni. Femmine belle, ma non provocanti, angeliche, docili e passive.

Dopo “la Bella Addormentata nel Bosco” la Disney non farà più film con principesse per molto tempo.
Degna di nota è Ailin di “Taron e la Pentola Magica”, che è la prima a fare qualcosa di utile. E che ha anche una personalità. Del resto questo film era il film della crisi Disney, e poteva permettersi di cambiare le carte in tavola.

Tuttavia il film fu un flop ed era fortemente sperimentale, e anche se era un passo avanti, fu rinnegato dalla Disney.

Alcuni parlarono di una svolta con “La Sirenetta”, poichè per la prima volta una principessa salvava il principe.

Anche se il sessismo è ancora profondamente radicato. Ad esempio l’eccessiva magrezza delle principesse era ancora presente e lo sarà per molto tempo. Fino ad ora non abbiamo avuto una principessa leggeremente più in carne o comunque con un fisico meno standard, meno barbie, meno ideale.

E ancora Ariel non ha altro obiettivo che l’uomo. Addirittura cambia per lui, rinuncia alla voce per lui.

Con “La Bella e la Bestia” abbiamo più risultati. Perché Belle ha una personalità, è una lettrice outsider, che riesce ad andare oltre le apparenze.

Anche se il suo compito è ancora quello di svezzare la Bestia, di farlo passare da egoista e vanesio a uomo adulto, secondo me Belle rappresenta la svolta. Verso la fine del film purtroppo diventa anche lei passiva, segnando ancora la tradizione di caratterizzare dei personaggi che però perdono centralità mano a mano che la trama si sviluppa.

Jasmine di Aladdin invece è la prima principessa ad avere una smaccata sensualità, e ad essere utile anche verso il finale visto che tenta di distrarre Jafar.

Il problema a questo punto non è più quello Disney vecchio, ossia che le principesse sono solo superficie e non hanno personalità. Queste nuove sono piene di personalità, il problema è che sognano il matrimonio in fondo.

Personalmente non ho mai amato Pocahontas, l’ho sempre trovata molto noiosa come principessa. Tuttavia il suo ruolo è molto attivo. Forse la cosa migliore di un film Disney che ho sempre trovato moscio e sottotono.


Reputo che la vera svolta sia stata “Mulan”.” Mulan “è il mio film Disney preferito, devo ammetterlo. E’ una Pocahontas che ce l’ha fatta. Perché il film è epico, senza mai scadere nel retorico. E perché Mulan è geniale pur essendo pasticciona. E salva la Cina. La storia d’amore c’è ma decisamente sullo sfondo e comunque non è l’obiettivo primario di Mulan. L’obiettivo primario di Mulan è inizialmente salvare suo padre, ma anche dimostrare a sè stessa quanto valga.

Nel corso del film cambia continuamente look e maschere, in cerca di un’affermazione che va ben oltre il genere. E’ anche il primo film Disney che mostra la crudeltà del sessismo, che mostra che cos’è fin dal primo minuto. La me bambina apprese che le donne venivano trattate diversamente grazie a Mulan.
Non so se ricordate la battuta di Mushu “Non ti stavo ascoltando…sei di nuovo una donna ricordi?” una battuta cattivissima.

Da qui abbiamo sicuramente un’apertura verso il moderno.
In seguito ci sarà Meg di “Hercules”, personaggio innovativo, per la prima volta sboccato e sensuale, addirittura con una storia fallita alle sue spalle. Quando ricordiamolo, per le principesse Disney primo uomo che incontrano, primo grande amore. Mentre Meg è una donna che ha un passato. Molto interessante come cosa, ed è interessante il fatto che sia un caso più unico che raro.

Gli ultimi film Disney hanno dei lati positivi e negativi. Si vede che c’è stato Shrek in mezzo con la rivoluzionaria Fiona come ho già spiegato qui https://libriitaliani.wordpress.com/2022/04/13/la-principessa-fiona-di-giorno-in-un-modo-di-notte-in-un-altro/. Il cambio di secolo e l’avvento di Pixar e Dreamworks costrinsero la Disney a crescere dal punto di vista concettuale.

Ho apprezzato il dinamismo di personaggi come Rapunzel e Tiana. Quest’ultima specialmente quando la vidi al cinema mi entusiasmò perché anche io facevo la cameriera. Elsa e Anna ebbero il pregio di mettere come centrale il rapporto tra sorelle, e non più la classica storia d’amore. Mentre Vaiana\Moana è la prima ad avere un ruolo politico forte e preponderante.

Poi secondo me la Disney non ha azzeccato tutti i personaggi successivi, talvolta il suo girl power sembra ruffiano, una sorta di compensazione per anni di propaganda conservatrice. E quando non azzecca il linguaggio, risulta anche antipatica la cosa.
Insomma dico solo che in molte cose questi film sono cresciuti, ma in molte altre sono ancora perfettibili. Ad esempio attendo ancora una principessa con un fisico diverso, che non sia semplicemente magrissima.
I progressi però ci sono stati e sono innegabili, anche considerando il fatto che partivamo veramente dall’angelo del focolare. Partivamo da una donna che attendeva di essere salvata e basta. Come giustamente ha parodiato “Shrek Terzo” in maniera esilarante.

53 risposte a “Il sessismo della Disney”

  1. Walt Disney è stato un poeta e rimarrà nei pensieri mortali di chi ne ha apprezzata l’opera fumettistica. Il problema del nostro tempo come il “sessismo” credo dovrebbe essere superato da buon senso e sensibilità per la narrativa gentile,diretta a “bimbi” d’ogni età – trascurando del tutto esasperazioni sociopolitiche che azzuffano gli animi sapendo di farlo! Del resto, i soggetti Biancaneve e Grimilde costituiscono canto e controcanto della femminilità e del più ampio scenario del Bene e del Male. Questa è la mia opinione ma con all’interno rilevabili oggettività. Ciao!🖐️😊

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  2. Bell’analisi, concordo quasi in tutto, con l’eccezione di Cenerentola, di cui avevo parlato da me. Eilonwy è uno dei miei personaggi preferiti proprio perché è il primo Girl Power, che salva pure il suo principe (guardiano di maiali). Acclama di essere una principessa, forse per darsi importanza, ma in realtà è una scullery maid (serva di cucina). Per quanto riguarda Fiona, anche lei si fa salvare, è in gamba certo, ma mi ricorda più Jasmine come ruolo.

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  3. Gran bell’articolo. Faccio due considerazioni:
    1. “Pochaontas”, anche se mette al centro della storia una donna, ha il gravissimo difetto di confondere la violenza del prevaricatore con la giusta difesa dell’aggredito: il messaggio del film, quello per cui Pochaontas lotta, è “la violenza è sempre sbagliata, se subisci un torto mi raccomando non ti ribellare sennò finisci dalla parte del cattivo”. Insomma, gli indiani hanno fatto bene a farsi sterminare;
    2. i miei amici mi prendono in giro perché ho amato “Frozen”, ma io penso che sia un bene che si tratti del film d’animazione più di successo di sempre: da tantissimi messaggi importanti, ed uno dei principali è che l’uomo non è per forza l’obiettivo della vita di una donna. Anzi, può esserne la rovina,

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    • Si Pochaontas è molto passiva in questo ,ma credo che la colpa sia della storia originaria. Mentre Frozen potrà non piacere , alla finensono gusti, però ha oggettivamente delle cose fatte bene

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  4. Aspettavo la citazione di Shrek terzo!!! Grandissima! Io, purtroppo o per fortuna, sono cresciuto con i primi classici Disney e la figura della principessa era quasi una cosa scontata. Però, posso dire con orgoglio che, quando si parlava di principesse disney e di quale fosse la mia preferita, ho sempre detto Jasmine, perché ok, cerca anche lei l’amore, ma lo fa con la naturalezza di una donna che cerca un compagno con cui condividere il cammino della vita, qualcuno che la possa aiutare e sostenere nei momenti difficili e che le sappia tenere testa. E poi sì, è la più sexy delle principesse, punto!

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  5. Megara è stata esclusa dal franchise delle Principesse Disney proprio perché, a inizio film, tecnicamente è alleata con Ade quindi la sua sensualità è un’arma. L’ho sentito dire da uno Youtuber che sta raccontando tutta la storia della Disney per filo e per segno e ha spiegato anche questo. Per esempio Kida di Atlantis, simile a Pocahontas ma che a me sinceramente piace molto di più, è stata esclusa perché il film è stato un flop e secondo me non è giusto. Per Ariel in realtà credo che ci si tenda a dimenticare che lei ha sempre avuto una fascinazione per il mondo degli umani infatti molti dicono che il principe sia stato solo un incentivo per cercare la trasformazione anche se purtroppo ha dovuto cambiare sé stessa e ha pure rischiato di morire perché la strega ha ipnotizzato il principe e la stava sposando al suo posto. Anche perché la fiaba originale ha un sottotesto ben preciso e molto più drammatico purtroppo

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    • Si dietro poi c’è anche una questione di vendita dei giocattoli, ovviamente. Ariel nella fiaba originaria si trasforma quasi esclusivamente perché vuole un’anima, questo aspetto nella fiaba disney è stato stemperato . È un peccato per Kida perché aveva un design veramente figo, ma il film lo conoscono in pochi

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  6. Davvero un’analisi ottima e ben approfondita e ti faccio i miei complimenti per aver detto qualcosa che ho sempre pensato: Ailin è la prima principessa a fare qualcosa. Non Ariel ma Ailin, peccato solo che in pochi abbiano apprezzato Taron e quindi, per forza di cose, è stato un film caduto nel dimenticatoio (cosa voluta dalla Disney stessa tra l’altro). Gli ultimi film Disney hanno il pregio di mostrare dei personaggi femminili carismatici e attivi, molto differenti tra di loro, il problema sono le storie e il fatto che manchi un vero senso di tensione o drammaticità. I vecchi film Disney avevano il pregio di intrattenere, divertirti, ma anche spaventare a morte in certi casi e di affrontare questioni interessanti. Purtroppo la questione principesse (e in generale donne) era molto arretrata. Infatti penso che quei classici Disney che sono invecchiati molto bene in ogni loro aspetto (quindi non solo tecnico ma anche sociale) siano quelli dove non sono presenti principesse o donne con ruoli di madre. Alice nel Paese delle Meraviglie ne è un esempio. Alla fine è un percorso di crescita e di scoprire sé stessa e si concentra su quel punto.
    P.S. Non perdonerò mai alla Disney quello che hanno fatto alla Fata Turchina (e neanche al povero Mangiafoco).

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    • Effettivamente non ho pensato ad Alice perché la vivo come uno stato a sé e comunque fu un film che non andò tanto bene per la Disney, molto sperimentale anche esso. Secondo me il grande capolavoro Disney sulla tematica degli ultimi tempi è stato Zootropolis, dove Judy la coniglia è discriminata in quanto donna in realtà, sotto la metafora del fatto che è un coniglio. Molto bella la scena in cui il sindaco si pavoneggia con lei davanti ai giornali, quando nella realtà viene messa come ausiliare del traffico.

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      • Fu un flop, ma venne riscoperto negli anni e apprezzato e oggi è considerato come un pezzo di storia dell’animazione per la sua follia e onestamente è tra i miei preferiti in assoluto. Zootropolis è una meraviglia, lo considero il miglior lavoro in animazione digitale della Disney e uno dei suoi film migliori. Veramente intelligente e con tematiche sociali ben mostrate. L’ultimo vero progetto coraggioso (finora almeno).

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      • Anche secondo me Zootropolis è stato l’ultimo grande lavoro Disney. Reputo Moana, Encanto, Raya e l’Ultimo Drago e Ralph Spacca Internet opere pregevoli, ma non sullo stesso livello.

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      • La Disney difficilmente ha realizzato opere brutte. A mio avviso (ma devo recuperare ancora una certa pellicola) il vero passo falso è stato con Chicken Little. Per il resto sono tutti validi, chi più e chi meno.

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      • Mai capito il disprezzo per quei due film. Ok, sono stati entrambi dei flop, ma non per questo meritano disprezzo. Chicken Little per me fu un disastro su tutta la linea nonostante rappresentasse anche un gruppo di ragazzini con del potenziale. Però quello fu un buon successo al botteghino e quindi per la Disney andava bene.

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