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Il problema di Encanto

Encanto mi è piaciuto molto.
L’ho trovato un film Disney coraggioso e originale.
E poi al suo arco ha una freccia meravigliosa: Mirabel.

Una protagonista Disney che è una donna di tutti i giorni. Senza potere, senza bellezza o forza particolari, con gli occhiali e tanta pazienza e operosità, Mirabel l’ho adorata.
Si muove tra i poli delle sue sorelle, la bellissima Isabela e la fortissima Luisa, i due estremi della femminilità. Di quello che ci aspettiamo o pretendiamo dalla femminilità.
Mirabel non ha nessuna di queste due cose.

Mirabel vede le crepe, Mirabel vede quello che gli altri non vogliono vedere. E mi è piaciuta anche molto il sistema di rappresentazione della crudeltà di una famiglia. Perché all’interno di una famiglia ci sono meccanismi talvolta crudeli e inconsapevoli. Il rappresentante principale di questo sistema è il trattamento riservato a Bruno.


Bruno giganteggia tra gli altri personaggi, essendo eccentrico e strambo, da quando lo vediamo in schermo vogliamo solo abbracciarlo. Rappresenta l’escluso da una famiglia, cosa che purtroppo avviene per vari motivi. E’ una cosa molto vera per quanto dolorosa.

Ma anche gli altri membri della famiglia sono calzanti così come i loro poteri. Il rapporto tra sorelle sempre difficile, io ne so qualcosa. Il cugino dispettoso come Camilo, quello bambino come Antonio che ci ricollega alla nostra parte infantile. I nostri genitori posati e affettuosi e i nostri zii appiccicosi come una coppia di adolescenti. La zia Pepa che ha problemi di nervi che esterna facendo piovere e la stramba Dolores che non sa tenersi un segreto.

Giganteggia tra tutti Abuela. La terribile e fortissima nonna.Il matriarcato forzato. Quello che è nato perché l’uomo è morto in guerra. Situazione molto comune nei dopoguerra tra l’altro anche di paesi come il nostro. Abuela è forte ma anche estremamente esigente.

Sono tutte cose che funzionano alla grande.

Allora qual’è il problema di Encanto?
La trama.
La trama va avanti a forza. E non si regge bene. Non funziona bene. La metafora è troppo evidente, quella della casa che si sfalda e dell’abbraccio che la rinsalda.
Il problema è la risoluzione troppo facile e sbrigativa, specialmente al problema di Bruno, per un discorso psicologico che era stato intavolato come molto complesso.
Fateci caso non c’è più il Villain nella Disney. Nessuno che quando lo uccidi, fai bene, tipo Scar.
Bene o male sono due cose estremamente meno definite. Il dialogo e il discorso sono sempre più complessi, forse troppo per i bambini. Io ad esempio stimo la buon vecchia fiaba manichea con sui sono cresciuta. E amo i villain Disney coi loro colori neri viola e verdi.
Capisco che inserendo qualcosa di meno semplice, si voglia anche inserire un concetto di male e bene diverso, un male commesso anche dai buoni ad esempio. Un comportamento sbagliato da parte di una nonna buona come Abuela.
Il problema di questo discorso complessissimo è che non lo puoi risolvere in dieci minuti. Non puoi eliminarlo come elimini Jafar e Ursula.
E se lo fai risulti poco riuscito. Poco credibile.
Non puoi far tornare Bruno alla luce del sole e perdonare tutto, così, come se nulla fosse accaduto. Come se il problema fosse dimenticato. Non succede così nella vita reale. Questo film è la tendenza della Disney di avvicinarsi alla vita reale abbandonando metafore. Ma non riuscendo a trovare un linguaggio abbastanza funzionante.
E’ questo il grande problema di Encanto.

17 risposte a “Il problema di Encanto”

  1. Non ho visto Encanto, ma noto un certo cambiamento nei film della Disney, che si avvicinano sì al mondo reale, ma forse manca un equilibrio, soprattutto perché i bambini non riflettono come noi

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    1. Si è cambiato proprio il modo di comunicare

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  2. L’ho visto. Mi é piaciuto ma ho notato che, come per altri nuovi lungometraggi Disney, si allontani troppo dalla comunicazione col mondo infantile. Ottimo il tuo esame. Complimenti

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    1. Esatto, si dimentica di semplificare! Grazie mille comunque

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  3. Questa volta non sono i poteri risolvere i problemi ma l’umiltà a seguire la realtà come essa si presenta perché presenta delle opportunità che ci aiutano. I bambini. sono più vicini a fidarsi della realtà, gli adulti no.

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  4. Concordo con la tua analisi, non c’è altro da dire. Vedo che molte persone si lamentano della mancanza di un villain, non solo in questo film, ma in tutti gli ultimi classici della casa di Topolino. Sembra quasi che vogliano sfogarsi su qualcuno, facendosi forza di avere la ragione dalla loro parte. In pratica un po’ come la logica del Gigante di Ferro della Warner, dove Kent Mansley voleva un nemico a tutti i costi per trovare un senso alla sua vita e per sfogare le proprie frustrazioni.

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    1. Eh si il villan è essenziale per canalizzare sentimenti e comportamenti negativi. È un po’ l’abc della scrittura.

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      1. Le storie senza un villain sono molto interessanti.

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      2. Ogni volta penso sempre a una scena di Ratatuille. Non so se hai presente Anton Ego di Ratatuille che a un certo punto dice “Finora ha giocato contro un cattivo, che come saprà, è contro le regole!”

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  5. Io mi rivedo tanto in Dolores e penso che sia un bel film ma effettivamente ho visto come doveva essere la vera scena del confronto finale ed era molto più densa di significato e più lunga. Purtroppo l’hanno accorciata troppo e sembra quasi tirata via. In generale comunque è un film molto valido nonostante tutto.

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    1. Sì comunque la Disney sa quello che fa, però con il finale potrebbe dare di più

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  6. Condivido la tua analisi. Ma l’altro grande problema di E canto, secondo me, è che la metafora che costruisce nella prima parte crolla inevitabilmente nel finale: molti di quelli con cui ho parlato mi hanno detto che alla fine Abuela accetta Mirabel. Ma questo è falso: Abuela accetta Mirabel (e Bruno) quando loro hanno dimostrato qualcosa. Il messaggio finale di questo film, per me aberrante, è: stai tranquillo, la tua famiglia ti starà vicino… purché tu te lo meriti. Nel mio film Disney rivoluzionario, sarebbe dovuto essere chiaro che la famiglia può essere una trappola, e che in qualche caso le Abuela vanno cacciate a calci. Invece no, volemose bene, fa niente che finora t’ho reso la vita impossibile perché non sei la nipote che volevo.

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    1. No è un finale che non funziona e lascia spazio a queste letture, il che non è un bene

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      1. Ma, guarda, secondo me è proprio il finale che volevano fare. In Zootropolis, per dire, avevano avuto molto più coraggio.

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      2. Zootropolis era su un altro livello

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  7. Proprio per questo motivo Encanto non mi è piaciuto. Non è un brutto film, ma purtroppo il problema è, come hai sottolineato tu, la trama. E non sai quanto questa cosa mi faccia soffrire. Una tematica così bella e attuale, una tematica così profonda e interessante, sprecata in questo modo. Questo film aveva un potenziale immenso.

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    1. Ti dirò a me è piaciuto perché l’ho trovato divertente e dai personaggi efficaci, però ha oggettivamente un problema di trama grosso come una casa

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