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La ragazza Wendy

Le ragazze di Peter Pan sono molteplici. Perché il mondo di Peter Pan, l’Isola che non c’è, Neverland, come la si voglia chiamare, è il mondo della sua fantasia, il mondo in cui l’ego di Peter è al centro. Lui comanda tutti, lui è l’eroe, tutte le donne presenti orbitano intorno a lui. Perché siamo nella pura psiche.
Tinker Bell, Trilli, è tutte le donne del mondo, le donne di fantasia. Giglio Tigrato anche. Le altre ragazze sono le sirene, cattive e appartenenti a un’altra specie. Le sirene sono incomprensibili ed estranee.


E poi c’è Wendy. L’intruso. L’unica ragazza vera che per prima entra nella psiche di Peter. Wendy rappresenta l’altro, che viene introdotto e rapito da Peter per un bisogno che lui non riconosce.

Wendy è una mamma, è una sorella maggiore dotata seppur bambina di grandi qualità materne. E Peter è un bambino abbandonato. Ma non è solo bambino, è preadolescente, e infatti non riconosce la differenza tra il bisogno affettivo e un altro tipo di bisogno più adulto.
Wendy è una mamma, così viene introdotta nell’Isola che non c’è. Osteggiata dalle altre femmine, da Tinker Bell che cerca di farla uccidere dagli altri Bimbi Sperduti, e dalle Sirene che volevano soltanto affogarla.

Trilli è tutte le donne del mondo, è la fantasia, per questo nel classico Disney è ipersessualizzata



Peter gioca a fare il capo. A fare il padre degli altri bambini sperduti. Ma quando gli chiedono chi sia Wendy per lui, risponde una mamma, non una moglie, facendo trasparire tutta la sua confusione emotiva.

La mancata crescita di Peter Pan, la sua mancata maturazione e soprattutto i suoi impulsi che vengono brutalmente repressi, porteranno all’allontanamento di Wendy. Che se prima era affascinata dalla sua figura, se prima sentiva di poterlo amare profondamente, si rende conto di non essere in grado. E che finché non crescerà non sarà mai in grado.
E se Peter rifiuta di crescere la rottura sarà inevitabile.

Peter Pan è alter-ego del suo creatore, James Matthew Barrie, bambino sperduto a sua volta, privato dell’infanzia e alla ricerca di essa. Aveva perso suo fratello da piccolo, ed era dovuto crescere in fretta per dover supportare sua madre affranta dalla perdita.

James Matthew Barrie

Da adulto sarà sempre incompleto e problematico, dal matrimonio fallito, accusato di pedofilia (anche se poi smentita dai bambini Davies stessi) , sicuramente un personaggio ambiguo. Che non trovava nella società una piena realizzazione ed era fuggito nei giochi con questi bambini della famiglia Davies. Bambini che gli saranno affidati dopo la morte dei genitori, e dai cui giochi si ispirerà per la stesura della prima opera teatrale. Pare fosse fidanzato con la madre dei bambini Davies, prima della lei prematura morte. E che questa donna fosse l’ispirazione per Wendy. In ogni caso nella sua immensa genialità Barrie teorizza per la prima volta la ragazza Wendy. Quella che è sempre un passo avanti al maschio, che gli propone il rapporto vero per quanto imperfetto e che lo dovrebbe accompagnare verso l’età adulta.
Un tipo di ragazza che spesso soffre di questa sua condizione. In psicologia la ragazza Wendy diventerà un archetipo di ragazza che corre dietro a un ragazzo immaturo, incapace di amare.
Wendy amerà Peter per tutta la vita, ma lo lascerà, Peter la dimentica, e quando dopo tanti anni torna scoprirà che è cresciuta e che è diventata mamma. Che è andata avanti senza di lui.
Questa è una perdita dolorosissima per un ragazzo che ha scelto ostinatamente di non andare avanti.
Che nel corso degli anni ha perso anche Tinker Bell e l’ha dimenticata.

In tutto quell’oblio, si appiglia a Wendy, e non potendo portare via lei, porta via sua figlia Jane. E la figlia di lei dopo. Di generazione i generazione.
Perduto tra i ricordi e senza passato.

10 risposte a “La ragazza Wendy”

  1. Adoro Peter Pan e l’isola che non c’è. Tutti dovremmo avere uno spazio dove non dimenticare mai quanto è bello essere infantili. Wendy è l’aspettiva di molti maschi adulti, il prototipo di donna quasi perfetto, secondo me.

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    1. Infatti per certi versi Peter aveva ragione.

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  2. Visto il film sulla storia dell’autore.

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    1. Si si, anche se quel film contiene alcune inesattezze

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  3. Non sarà stato un pedofilo, ma se Barrie era Peter comunque c’è qualcosa di inquietante in questa storia.

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    1. Adesso sulla pedofilia la questione è controversa, perché le accuse ci furono, ma furono smentite dall’ultimo dei bambini Davies rimasto in vita, però questo tipo di accuse lasciano sempre delle ombre intorno a una figura. Poi sì, dietro a Peter Pan c’è una storia molto inquietante anche secondo me.

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  4. Peter Pan ha molto in comune con Gianburrasca, anche se in maniera molto meno malata. Peter l’ho trovato un po’ come lo stereotipo di come gli adulti vedono i bambini/ragazzi, soprattutto maschi. In pratica degli psicopatici incapaci di provare empatia, irrispettosi e intenti solo ai loro interessi “vivaci”. Wendy e Tinker Bell, sono entrambe molto stereotipate, ma nel libro, almeno, si da una spiegazione sul comportamento delle fate, dato dalla loro minutezza. Avrei davvero tanto da parlare su questo libro e sul film Disney, ma diventerei troppo prolisso. Malgrado tutti i difetti, sia libro che film mi sono piaciuti, anche se non me ne spiego il motivo.

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    1. Forse perché è una storia molto profonda e universale…

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  5. Un’analisi meravigliosa e malinconica. Hai descritto benissimo il rapporto complicato tra Peter e Wendy una cosa che era anche presente nel classico Disney, dove anche lì Wendy decide di lasciarlo e di tornare a casa (cosa che ho apprezzato molto). Certamente l’autore è un personaggio molto interessante e in certi casi mi ricorda Lewis Carroll, anche quest’ultimo un bambino in un mondo di adulti, che faceva fatica a ritrovarsi in questo mondo e dove si sentiva a disagio.

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    1. Si anche io ho sempre associato Barrie a Carrol

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