Il genio di Tolkien

La cosa che mi ha sempre affascinato tanto di Tolkien è il suo discorso sul potere.
Il potere è un cerchio. Il potere è un anello. Che comprende tutto. Potere fisico, spirituale, di vita di morte e di opinione.

E va distrutto.
Mi risulta difficile non pensare al totalitarismo quando penso a lui.
Mi risulta difficile credere che non fosse stato preso in considerazione nel processo creativo di Tolkien. Un Tolkien che non voleva che le sue opere venissero tradotte nella Germania nazista guarda caso.

La parabola dell’avidità che narra, e anche il suo protagonista che è portatore dei valori cristiani più belli, come l’uguaglianza.
Nemmeno lui totalmente immune al potere.

Adoro il fatto che l’anello non sia distrutto da un disinteressato atto di Frodo. Ma dall’estrema avarizia di Gollum.
C’è tanto pessimismo in quella terribile battuta “L’anello è mio”

Della serie l’uomo non può salvarsi se non schiacciandosi da solo.
Tolkien era un genio e sapeva di esserlo. Con “Il Signore degli Anelli” mirava a creare un patrimonio mitico come quello greco, che ha condizionato la letteratura e arte in tutto il mondo. Non ci è riuscito perché non ha inserito il sesso. Neanche per metafora.
Ma il miracolo Tolkien lo ha fatto. Perché la sua storia è mastodontica. E’ universale.
Ed è un solo cerchio dorato.
Luccicante, che fa gola a tutti. E’ unico. E va distrutto anche se non siamo in grado.
Perché non siamo in grado.
Può essere distrutto solo da sé stesso. Collassando su sé stesso. E allora capisci che Gollum è un male necessario.


Lo stesso Gollum che mi metteva paura da bambina. La paura che mi ha impedito di amare “Il Signore degli Anelli” e di continuarlo.


Perché io avevo troppo paura. E non ho amato il Signore degli Anelli da bambina.
Perché Gollum era un terrore che non riuscivo a spiegarmi. Il terrore che tutt’ora ho per quel cerchio di metallo completo ed eterno. Che toglie la ragione a tutti. A cui tutti dovrebbero rinunciare.

Il genio di Tolkien è questo. E’ l’eternità di questa storia piena a mio modo di vedere di difetti. Piena di lacune e di lungaggini. Che non poteva in alcun modo sostituire il mito greco.
Ma che ha creato un monumentale discorso politico alla sua base.
Ossia che il potere non può essere assaporato tutto. Non può essere contenuto tutto. Chi lo fa, è un dittatore. Chi lo fa è Hitler, che collassa e si suicida. E’ Mussolini che aspetta che il popolo venga a prenderlo.

Non posso non pensare a Vladimir Putin con la sua continua ricerca di quel 100% del potere. Anche prima dell’Ucraina, avvelenando dissidenti che semplicemente gli muovevano critiche.
A quello che sta costando, in vite umane e non solo.


Quanto è attuale tutto questo? Quanto può essere attuale? Quanti dopo di loro hanno cercato di contenere ogni potere, mediatico, politico, militare ed economico?
E in quanti hanno resistito?
Nessuno.
Perché l’anello è unico.
E va distrutto.

15 risposte a “Il genio di Tolkien”

  1. Un’altra cosa interessante dell’Anello è che non si sa bene quale potere dia, a parte far diventare forse invisibili. Tutti disposti a morire per un qualcosa che, forse, non serve neppure.

    Ed infatti il vero eroe del Signore degli anelli è Sam, l’unico che l’anello non lo vuole.

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    1. È una delle cose più geniali

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  2. Stranamente, pur vedendo prima la trilogia, ho voluto leggere il libro è mi sono piaciuti entrambi. L’anello è un simbolo forte nei secoli dei secoli: ai papi lo si doveva baciare inginocchiandosi, il simbolo dell’unione tra due persone, appartenza ad un clan mafioso, ad una confraternita o ad un gruppo influente. Il potere lo si ha se gli altri acconsentono a dartelo e, secondo me, avendo usato un cerchio è sempre ciclico, se pensiamo agli anelli di famiglia tramandati di generazione in generazione da famiglie nobili e facoltose.
    Il potere è sempre stato difficile da gestire, soprattutto se è uno solo ad averlo.
    Hitler era un dittatore e si suicida, mentre Mussolini scappa e c’è una grande differenza, perché lui non era altro che un subalterno di Hitler: non aveva potere, ma lo voleva pur non avendo i mezzi e le capacità.
    Piace a tutti averlo, ma amministrarlo senza rimanerci stregato è un’altra cosa.
    Molto bello questo post!🎩

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      1. Grazie a te della condivisione

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  3. Le lungaggini ci sono perchè quello era il suo mondo e non avrebbe mai voluto concluderlo …Sul libro Beren e Lúthien il figlio spiega un sacco di cose sullo scrittore e sulla sua ossessione

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    1. È anche tipico di un certo tipo di vecchia prosa, ed è una debolezza perlomeno io ho fatto molta difficoltà a passarci sopra

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  4. Mito inarrivabile! Uno dei pochissimi libri che ho letto due volte. E non è detto che prima o poi non decida di rileggerlo per la terza volta…

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    1. Beh la tua tenacia è da ammirare. Io lo trovo molto bello concettualmente ma molto difficile da leggere

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      1. La prima volta l’ho letto in terza media, d’estate, avevo 13 anni. Poi l’ho ripreso 30 anni dopo e me lo sono davvero gustato tutt’e due le volte. In seguito ho letto anche Silmarion e altre cose di Tolkien. Belle, ma non paragonabili al SdA. Sì, prima o poi lo riprenderò sicuramente

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  5. Un’analisi meravigliosa dell’anello del potere e di tutto ciò che rappresenta. Tolkien è stato un vero genio che è riuscito a creare un immaginario che tuttora ispira tantissime persone e l’anello era una delle sue grandi idee. Gollum è una rappresentazione perfetta di quello che è l’anello e di quello che può portare, di cosa può rendere una persona. E purtroppo è un argomento tremendamente attuale e temo continuerà ad esserlo.

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    1. Quando una storia è universale è anche attuale

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  6. Analisi molto bella, grazie.
    Il Signore degli Anelli è una delle mie storie preferite e Frodo è probabilmente uno dei miei eroi preferiti (insieme a Pereira di “Sostiene Pereira”)

    Ce ne sono stati moltissimi di Hitler, fortunatamente non tutti sono stati abili come il vero Hitler (nella sua malvagità è stato fenomenale)
    Credo ci sia un potenziale Hitler dentro ognuno di noi.
    Tutte le volte che passa quel pensiero per la mente:
    “il mondo è sbagliato; se solo tutti seguissero il mio pensiero e le mie idee, allora le cose si risolverebbero”.
    Quando ci si convince di questo pensiero, ci si innamora di esso e lo si eleva come Dio.
    E ci si chiude su sé stessi, proprio come un anello.

    E anche se sei umile e innocuo come Frodo, alla fine puoi cedere anche tu.
    Non resta allora che – da lucidi – farsi legare all’albero maestro, per non cedere poi al canto delle sirene.

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    1. Io personalmente non sono una grande appassionata dei libri perché trovo che lo stile di Tolkien sia invecchiato davvero male. Però i suoi concetti sono tanta roba

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