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Pinocchio muore una volta sola

Pinocchio non si può definire un fantasy e al contempo lo è. E’ una lettura per bambini e allo stesso tempo non lo è.
Pinocchio è milioni di cose e tutto al contrario di tutto. E’ difficile fare in un articolo un’analisi completa e soddisfacente. Per ora mi limiterò ad analizzare un solo aspetto di Pinocchio, quello che trovo io stessa più affascinante: la morte di Pinocchio.

Pinocchio muore tante volte nel corso della storia. Eppure in realtà ne muore una sola. E’ una cosa singolare, poetica ma allo stesso tempo inquietante fermandosi a pensare.

Pinocchio in realtà nemmeno nasce. Nel libro infatti non viene trasformato dalla Fata dai Capelli Turchini, come nella maggior parte delle visioni cinematografiche. Pinocchio è già vivo ed è già sè stesso anche quando è solo un pezzo di legno, prima di avere forma.
E’ ingenerato, Geppetto gli da solo due gambe e due braccia.
La storia si sarebbe dovuta concludere con la sua morte, la sua prima morte, quando gli assassini lo impiccano. Era il finale pensato da Collodi, ed era maledettamente sensato.
Infatti Pinocchio non ha ascoltato suo padre, non è andato a scuola, ha venduto l’abbecedario, e anche quando Mangiafuoco lo ha risparmiato, ha comunque rinunciato a tornare dal padre, per seguire il gatto e la volpe. E l’impiccagione è una severa ma giusta punizione per queste azioni.

Tuttavia Collodi scelse di proseguire il romanzo e di ritornare sui suoi passi. Pinocchio è un burattino di legno, perciò non muore. Viene soccorso dalla Fata dai Capelli Turchini.
In questo momento la mortalità di Pinocchio viene scissa. Ci sarà un bambino che verrà amaramente punito per le sue azioni, ma non sarà Pinocchio, bensì Lucignolo.

La seconda “morte” di Pinocchio, riguarda la sua trasformazione in asino. Lucignolo con lui. Lucignolo, la sua versione più adulta, più discola, più impenitente. Destinata a morire di fame e fatica, come asino, quando Pinocchio di nuovo non è morto, di nuovo grazie alla Fata. Pinocchio asino infatti divenuto zoppo, doveva morire in mano a un conciatore, ma di nuovo il suo essere di legno lo salva. La Fata manda dei pesci a mangiare “la buccia asinina” che copriva il suo aspetto di burattino, così lui torna in vita.

Ma non è mai realmente morto finora. E’ come destinato a un ciclo di continua rinascita.


Pinocchio nuota, e viene inghiottito nella fuga dal Pesce -cane. Ma anche questa morte è una vita, perchè lì ritrova Geppetto.
Pinocchio torna finalmente con suo padre alla civiltà e trova lavoro in un posto dove il vecchio asino che c’era prima sta morendo.
La scena più bella di tutto il romanzo è quella morte, dove Pinocchio riconosce Lucignolo, l’altro che non fu mai, il sé stesso che poteva essere. Quella morte paideutica ed educativa da cui Pinocchio è scampato, perché protetto dal sovrannaturale, perché lui stesso un miracolo vivente. Quella morte a cui Lucignolo non può scampare perché è pura umanità viva e pulsante. E tragica al contempo.
L’empatia è tutta per lui, non per la morale della Fata.

Pinocchio verso la fine del libro diventa bravo, si impegna tantissimo e fa sacrifici per mantenere Geppetto e per salvare la Fata che finisce all’ospedale (o così gli vuol far credere). Una mattina Pinocchio finalmente muore. Risvegliandosi in un corpo di un bambino vero.
Dicendo la frase più ricca di tristezza di tutta la storia della letteratura italiana “Com’ero buffo, quand’ero un burattino! e come ora son contento di esser diventato un ragazzino perbene!”

E’ entrato anche lui in quella morale comune, perchè l’altra strada è la morte. Guarda il suo corpo di prima e non lo riconosce più.

3 risposte a “Pinocchio muore una volta sola”

  1. Bell’articolo, henye!
    Tra l’altro la tua è una analisi interessante, molto interessante.
    Effettivamente Collodi colloca la morte di Pinocchio alla fine, per quello che LUI STESSO è stato: la morte della sua stupida innocenza, della sua ribellione puerile, dello spirito ribelle che ha imboccato generazioni.
    Lì c’è un passaggio di consegne.

    Piace a 1 persona

    1. Non mi stancherò mai di dire che Pinocchio è un capolavoro assoluto e che la sua chiusura è una vetta intramontabile della letteratura.

      Piace a 1 persona

  2. Assolutamente d’accordo!

    "Mi piace"

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